La Riflessione – Salvini: non sfilerò né con i fazzoletti rossi, nè dall’altra parte

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Matteo Salvini disserterà la festa del 25 aprile. Con una diretta su facebook annuncia: ” «Il 25 aprile ci saranno i cortei, i partigiani e i contro partigiani. Siamo nel 2019 e mi interessa poco il derby fascisti comunisti: mi interessa il futuro del nostro paese e liberare il nostro Paese dalla camorra e dalla Ndrangheta».
Così il nostro ministro dell’interno trova modo di far discutere di sè ancora una volta, lanciando quasi una sfida al presidente Mattarella.  Pronta la reazione della sinistra. Il primo a prendere posizione è Emanuele Fiano, già firmatario di un progetto di legge contro la diffusione dei gadget del fascismo e del Duce. “Noi ci auguriamo che il ministro dell’Interno sia in prima fila per combattere la criminalità organizzata tutti i giorni, come purtroppo sembra non fare – attacca – Ma il 25 aprile è il giorno della Liberazione. Cioè della rinascita della democrazia nel nostro Paese e ogni vero amante della nostra Repubblica dovrebbe onorarlo senza ma e senza se”. Per Fiano le “frasi sciocche” di Salvini sono “sconcertanti”, perché si ricorda “del suo ruolo per la lotta alle mafie in modo strumentale solo per offuscare il valore di una giornata storica e alimentare in modo sempre più netto la negazione del valore dell’antifascismo come fondamento della Repubblica”. Nessuno prima si era spinto a tanto, ossia a teorizzare apertamente l’indifferenza e l’equidistanza tra partigiani e fascisti, anche se Salvini sa che gode dell’appoggio di non pochi, in tal sendo. Ma senza 25 aprile non ci sarebbe la repubblica democratica di cui è ministro, né la costituzione su cui ha giurato. In realtà Matteo Salvini non vi ha mai partecipato da quando è segretario del Carroccio, forse queste dichiarazioni sono a giustificare la sua coerenza nei confronti della sua linea politica, facendola passare per una scelta di neutralità e non di opposizione all’antifascismo.