“QUANDO AVRÒ TEMPO
e so che non l’avrò”,
dicevo, e quanto tempo ho perso
in compagnia,
poco o niente importava come fosse:
ha il suo bello non essere se stessi,
passare ogni momento a un’altra cosa,
dire in coro con gli altri non ho tempo.
È la salvezza.
È ora che mi perdo, che mi danno
su quel che scrivo
e non mi piace mai, ma è con questo che anelo
fra mille altri d’essere vista udita
essere amata,
e non andrà così:
sono le scritte incise
da un recluso nel muro della cella,
e non c’è finepena.

