Castellammare, si valuta commissione d’accesso: cosa può accedere

0
106
castellammare di stabia

“Inviare una commissione d’accesso a Palazzo Farnese”. Lo chiedono il Pd e il Movimento 5Stelle. E il Prefetto di Napoli, la dottoressa Carmela Pagano, sta valutando gli atti, già da tempo, senza la necessità di ascoltare gli appelli politici. A mettere sotto pressione l’assise retta dal sindaco Gaetano Cimmino l’inchiesta Olimpo dello scorso dicembre, che ha evidenziato un sistema di corruzione tra imprenditoria, politica e camorra. Legami innegabili che hanno portato ad avvisi di garanzia anche tra politici di levatura regionale. Dall’aula del Parlamento è arrivata poi l’interrogazione da parte di Gennaro Migliore, alla quale c’è stata subito la risposta del sottosegretario Luigi Gaetti: “A seguire il caso stabiese è il Prefetto di Napoli. Siamo a lavoro per verificare se ci siano i presupposti per l’invio di una commissione d’accesso a Castellammare. La città arriva da una fase commissariale ordinaria e ora con i magistrati valuteremo il da farsi”.
Quella fase commissariale ordinaria della quale ha parlato il sottosegretario è arrivata dopo la caduta del governo cittadino guidato da Antonio Pannullo. Si indaga anche sulla caduta dell’ex sindaco.
Migliore ha sollevato il caso chiedendo di verificare se ci sono collusioni tra gli arrestati dell’inchiesta Olimpo e gli attuali politici. Indignato, Vincenzo Ungaro, presidente del consiglio comunale di Castellammare, ha prodotto una replica seccata, dura, perché chiamato in causa dal parlamentare in quota al Pd.
L’INTERROGAZIONE DI GENNARO MIGLIORE
La richiesta di Migliore al Parlamento e al Ministro dell’Interno Salvini è stata ben dettagliata: “Da notizie a mezzo stampa si è appreso che lo scorso dicembre un noto imprenditore di Castellamare di Stabia, Adolfo Greco, sarebbe stato arrestato assieme ad altre dodici persone per collusione e legami con i clan della camorra dell’area stabiese nell’ambito di un’indagine investigativa denominata Olimpo. Sempre da notizie a mezzo stampa, starebbe emergendo un quadro complesso che vede da un lato uno stretto collegamento di questo imprenditore con diverse realtà sociali, politiche e imprenditoriali, alcune delle quali fortemente legate alla criminalità organizzata; e dall’altro gli intensi legami del medesimo imprenditore anche con numerosi esponenti della classe politica locale; in attesa che gli organi inquirenti concludano le proprie attività investigative, non è chiaro se gli intensi legami fin qui emersi dell’imprenditore sopra-citato con esponenti della criminalità organizzata da un lato, ed esponenti della classe politica locale, dall’altro, siano atti a configurare significativi elementi di turbativa dell’attività politica su questo territorio. In attesa che gli organi inquirenti completino le proprie indagini, appare opportuno verificare quanto prima se i gravi episodi di corruttela e i traffici di influenze emersi dalle notizie a mezzo stampa siano tali da alterare e influire negativamente sugli atti compiuti dall’amministrazione in corso e se vi siano elementi univoci e coerenti volti a far ritenere un collegamento tra l’Amministrazione in carica e i gruppi criminali, conformemente a quanto stabilito dall’articolo 143 del T.U.E.L.,: – se e quali iniziative intenda adottare per l’istituzione di una Commissione d’indagine per l’esercizio dei poteri di accesso e di accertamento al fine di verificare se l’estesa ingerenza della criminalità organizzata in quest’area, come riportato dagli organi di stampa, sia tale da compromettere una corretta azione amministrativa degli enti locali”.
STRETTA BIPARTISAN
Non solo Migliore ha spinto per una commissione d’accesso che valuti se sciogliere o meno il Comune di Castellammare di Stabia. La spinta sta arrivando anche dai 5Stelle che fanno parte della maggioranza di Governo attraverso Carmen Di Lauro. La pentastellata è finita però sotto accusa per un video a un’assemblea pubblica nella quale c’era l’ex consigliere comunale Luigi Greco indagato per la vicenda Cirio e che è stato postato sulla pagina Facebook del giornalista Genny Manzo. Lei si è difesa e ha contrattaccato, ma il sindaco Cimmino l’ha definita improvvisata.
TENSIONI INEVITABILI
Che si stia valutando l’arrivo di una commissione d’accesso a Castellammare di Stabia è stato confermato da più parti. Nel fascicolo confluiscono più vicende. Una di queste riguarda le minacce subite da Andrea Di Martino, candidato sindaco della città alle ultime elezioni, al quale a pochi giorni dalla chiusura elettorale fu vietato di tenere un comizio al rione Savorito, dopo essere stato avvicinato da alcuni elementi che sarebbero legati agli Imparato.
C’è una certa fibrillazione, è innegabile. Ungaro, nella sua replica a Migliore, è durissimo: “Non riesco a capire come si può distorcere il contenuto di un’informativa delle forze dell’ordine per colpire me e la mia famiglia, parte chiaramente lesa in quel contesto che mi fa rabbrividire. Vorrei capire come possono fare tutto ciò onorevoli, avvocati, consiglieri. Che un minimo di esperienza nella lettura di documenti dovrebbero averla. Forse però per loro è solo tutto un gioco politico. Un gioco al massacro di chi per propri tornaconti personali si mette sotto i piedi la città e i cittadini, il futuro di Castellammare di Stabia”.
LA POSIZIONE DEL SINDACO
Queste voci generano instabilità, ma anche repliche da parte di chi in questo momento guida la città. Il sindaco Gaetano Cimmino ha risposto a Migliore: “Quanto portato in Parlamento da alcuni onorevoli ha il sapore di un’operazione esclusivamente politica, di sciacallaggio politico, tutt’altro che finalizzata a fare chiarezza sull’azione amministrativa messa in campo in città. Questi personaggi – prosegue il primo cittadino stabiese – , animali politici, manovrati a quanto pare sapientemente da altri personaggi che dovrebbero essere senza né padrini né padroni, hanno portato a Roma un elenco di fatti sconnessi, un collage raffazzonato di inchieste e stralci di inchieste. Un pot-pourri che lambisce approssimazione e diffamazione. Eppure gli onorevoli gli atti giudiziari dovrebbero leggerli con attenzione, senza lasciarsi imboccare da chissà chi”.
COSA PUO’ ACCADERE
La nuova norma sullo scioglimento delle amministrazioni comunali è molto rigida. Parla di rapporti diretti e indiretti, ma anche di condizionamenti. Al Comune vengono inviati tre funzionari della PA che compongono la Commissione d’accesso la quale effettua le proprie verifiche per tre mesi e può anche chiedere una proroga per i tre mesi successivi. Conclusa la fase d’accesso agli atti, viene inviata una relazione al Prefetto che, entro un mese e mezzo, deve poi inviare una sua relazione al Ministro dell’Interno. Si riunisce poi il Consiglio dei Ministri che delibera l’eventuale scioglimento, che avviene con decreto del Presidente della Repubblica.