C’è l’ombra del’aumento Iva a luglio ma qualche contribuente italiano a breve potrebbe ricevere una gradita sorpresa. Qualunque sia la denominazione che sarà scelta, si tratta questa volta a essere interessate sono le solite multe auto, ma anche quelle parti di Imu e Tasi non versate e perfino Irap, Tosap e Cosap. Significa che saranno oggetto di una pacca sulla spalle le entrate non riscosse da Regioni e Comuni. L’idea alla base del provvedimento inserito nel decreto crescita è di far pagare ai contribuenti l’importo non versato, ma senza l’applicazione delle sanzioni e degli interessi che farebbero schizzare verso l’alto la cifra finale.
Nella bozza del decreto, la misura interessa i provvedimenti di ingiunzione o ruoli, notificati negli anni dal 2000 al 2017, e consente di pagare l’importo dovuto senza le sanzioni e gli interessi. I singoli enti potranno decidere se introdurre o meno le sanatorie. Nella bozza, inoltre, la rottamazione delle cartelle viene estesa anche a regioni, province, città metropolitane e comuni. La definizione agevolata delle entrate, già prevista per l’erario, viene quindi estesa anche agli enti territoriali. Sarà possibile condonare sia le somme iscritte a ruolo che quelle chieste tramite decreto ingiuntivo.
Non tutti i Comuni saranno interessati dalla nuova rottamazione. Potranno beneficiarne solo quelli che non hanno affidato la raccolta delle proprie entrate a Equitalia. Si tratta di circa 5mila Comuni, circa il 60% del totale. Non appena l’ente locale avrà aderito al condono, dovrà emettere una delibera in Consiglio comunale stabilendo per quali entrate e per quali anni permettere la rottamazione. L’amministrazione dovrà poi dare notizia di ciò sul proprio sito istituzionale. La misura interessa il 60% dei Comuni e Regioni che avranno 60 giorni di tempo per aderire. Il caso vuole che la misura arrivi poco prima della campagna elettorale non solo per le europee ma anche per le amministrative che a fine maggio rinnoveranno quasi 3.900 Comuni.

