Tra gli episodi emersi nel corso delle indagini le estorsioni a numerosi industriali conservieri imposte dai nuovi rampolli del clan Loreto-Ridosso con la supervisione di Pasquale Loreto, il pentito che dalla località protetta gestiva gli affari insieme al figlio Alfonso nella sua terra di origine.La Corte di Appello di Salerno ha confermato in larga parte le condanne inflitte in primo grado per gli esponenti del clan Loreto-Ridosso e Cesarano di Pompei-Castellammare che avevano messo sotto torchio commercianti e imprenditori della zona tra cui anche i fratelli Moxedano gestori della Sala Bingo di Pompei e i gestori di quella di Scafati. Nelle rete degli investigatori due anni fa erano finiti in 16 tra cui alcuni prestanome dei Loreto-Ridosso nelle attività apparentemente ‘pulite’. L’indagine si è arricchita delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia tra i quali Alfonso Loreto, Romolo Ridosso e successivamente anche quelle di Andrea Spinelli detto Dario.
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