La Giornata Mondiale della Felicità si festeggia il 20 marzo in tutto il mondo per promuovere a livello globale la felicità come priorità della vita, roba che dovrebbe trasformarsi in ogni Costituzione in un consolidato diritto alla felicità. Naturalmente le ragioni che rendono ognuno di noi appagato e sorridente sono molteplici e diverse, ma tra queste ne esistono alcune che valgono per tutti quanti. Passare del tempo all’aria aperta, per esempio, per prendere il sole o semplicemente godere delle bellezze della natura, aiuta a combattere la depressione, il mal di testa e lo stress. Anche il sonno influenza considerevolmente la salute del corpo e della mente, così come l’attività fisica, che migliora anche la memoria e l’apprendimento. Per essere felici, quindi, bisogna impegnarsi. Perché ogni giorno può fare la differenza. Secondo uno studio dell’Osservatorio Grimbergen, infatti, per raggiungere la giusta serenità d’animo bastano 30 minuti. Magari un amplesso, un complimento, un abbraccio, una serie di baci clandestini in un posto solitario, una carezza e persino una bella telefonata ed un gol della squadra del cuore. Ho commesso il peggior peccato che un uomo possa commettere: non sono stato felice, diceva Borges. Oppure, per essere felice, togli le parole “se solo” e sostituiscile invece con le parole “la prossima volta”, sosteneva Smiley Blanton. Più prosaicamente, noi usiamo il dialetto. Felicità, felicità, pur o’pappavall l’adda pruvà.
