Le riprese sono durate un mese e mezzo, dall’inizio di luglio alla metà di agosto, ed hanno toccato la spiaggia di Salerno all’altezza di via Leucosia, gli esterni del palazzetto dello sport Paltulimieri, i giardini del Lungomare Trieste, dove è stato posizionato un albero finto per una divertente scena. Inoltre, le telecamere sono entrate nella Stazione marittima progettata da Zaha Hadid, al Molo Manfredi e al Molo Masuccio salernitano. La lavorazione del film ha interessato inoltre i comuni di Capaccio, Roscigno e Vietri sul mare, l’Oasi Wwf di Persano, dove è stato ricostruito un pezzo d’Africa, e lo zoo di Napoli.
Per Miniero, che in provincia di Salerno, a Castellabate, aveva già girato il film campione di incassi “Benvenuti al Sud”, quello di “Attenti al gorilla” è stato un dolce ritorno. «Siamo contenti di aver scelto Salerno, città diversa da Napoli, ma con una sua specificità ed un centro storico particolarmente bello. Film Commission e il Comune ci hanno aperto letteralmente tutte le porte, mettendoci a disposizione un suggestivo palazzo del centro antico nel quale abbiamo ricostruito sia la casa del protagonista che il nostro quartier generale e ci hanno consentito di finire le riprese in otto settimane, cosa importante in un momento in cui i tempi sono sempre più serrati. Anche la gente – sottolinea il regista – ci ha offerto un grande sostegno: da napoletano, conosco bene l’apertura e la cordialità del Sud, ma Salerno è uno di quei luoghi che per fortuna non hanno ancora assunto l’atteggiamento antipatico che si incontra in alcuni casi nei confronti del cinema. Una città a misura d’uomo nella quale però non ti manca niente. Spero che il cinema contribuisca sempre di più alla riscoperta di città di grande fascino come Salerno e Napoli, spesso superate nelle preferenze dei turisti dalla costiera e dalle isole. Quella di Napoli è già cominciata, e forse anche quella di Salerno».
«Con la scenografa Monica Vittucci e il regista Luca Miniero avevamo in un primo momento pensato a Napoli. Poi, anche dietro loro sollecitazione, abbiamo voluto immaginare qualcosa di diverso, rivolgendo così l’attenzione verso Salerno», spiega Maurizio Gemma, direttore generale della Film Commission Regione Campania. «Il nostro compito – prosegue Gemma – è mettere in luce l’intero territorio regionale: questa è stata una buona occasione per assolvere a questa missione, anche grazie ad una risposta molto positiva da parte del territorio, a cominciare dall’amministrazione comunale di Salerno, proprietaria dello storico Palazzo Genovese, che ha dato un contributo essenziale con i settori Turismo e spettacolo, Attività produttive, Trasformazione urbanistica e Strutture comunali, con gli uffici Gestione impianti sportivi e Uoc Verde pubblico, e il Comando di Polizia municipale.
La produzione – riferisce Gemma – ci ha rappresentato piena soddisfazione per l’affidabilità e la qualità della risposta da parte del Comune di Salerno e delle altre istituzioni interpellate, che hanno affrontato e risolto con efficienza i problemi che normalmente si presentano durante la lavorazione di un film: la Soprintendenza archeologia Belle arti e paesaggio delle province di Salerno e Avellino, il Dipartimento di informatica dell’Università di Salerno, che ha messo a disposizione i locali per la logistica, l’Autorità portuale, la Capitaneria di Porto e la Provincia di Salerno. Inoltre – riferisce ancora il direttore di Film Commission -, la troupe e il cast hanno molto apprezzato il clima e la vivacità del luogo, in particolare l’accoglienza dei cittadini del centro storico salernitano. Inoltre, diverse maestranze locali coinvolte nella lavorazione sono state richiamate successivamente per un film internazionale ambientato in Piemonte.

