Non staremo certamente a chiederci da che pulpito viene la predica, anzi massima stima per il parrocco Vincezo Leopoldo, che nella Messa della notte di Natale a San Giovanni ha usato appunto il pulpito per la predica. La domanda è un’altra: una porzione di celebrazione del genere perchè è stata riportata alla luce? Dopo la fine del Concilio Ecumenico Vaticano II è progressivamente caduto in disuso, anche se formalmente non è mai stato abolito essendo presente in tantissime chiese. La funzione principale del pulpito era quella di porre il sacerdote, o colui che doveva parlare alle genti, in una posizione elevata rispetto alla massa per meglio farsi udire. Ovviamente tale giustificazione “tecnica” nascondeva in tanti casi la voglia di continuare a marcare la distanza alto-basso e sacerdote-fedeli, cose che a Dio, specialmente quello del Nuovo Testamento, sembrano sia sempre importate poco. Ad oggi, nelle chiese, ci sono sistemi che consentono alla voce di giungere fino agli anfratti più nascosti: i microfoni. Lasciamo perdere la curiosità dell’evento di Angri, qualcuno magari riuscirà a spiegarla nei reali motivi e magari saranno semplicemente legali alla chiesa gremita e alla necessità di farsi vedere oltre che farsi sentire dal maggior numero possibile di persone presenti. A noi interessa l’Annuncio, in ricordo dell’evangelista Luca, una sorta di primo cronista della storia. Il suo “oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore”risponde alla perfezione ai canoni del giornalismo: quando, dove, cosa e chi.
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