Respinto il ricorso dell’angrese L.P., moglie di un noto boss. Revocato pertanto il programma di protezione testimoni per le accuse della Procura di Salerno nell’ambito di un’inchiesta per usura: il Tar ha confermato la decisione presa della magistratura, basata sulla violazione di alcune norme comportamentali relative al programma, in particolare per la donna l’essere stata destinataria degli arresti domiciliari. Per i legali della donna, da parte del Viminale si sarebbe registrata una «violazione e falsa applicazione di legge con eccesso di potere per carenza dei presupposti, travisamento dei fatti e difetto di motivazione, disparità di trattamento»

