Pagani, assalto al portavalori di Corso Padovano, Cassazione conferma condanna

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La Cassazione ha confermato la condanna ad undici anni di reclusione per Enrico Laierno, il rapinatore solitario paganese imputato per l’assalto armato  acolpi d’arma da fuoco avvenuto lungo Corso Ettore Padovano a fine 2014: i giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso dei legali confermando la sentenza emessa dalla corte d’appello, già arrivata a scontare la pena di primo grado. In particolare, nel giudizio d’appello la sentenza ridusse di quattro anni la pena iniziale disposta dai giudici di primo grado, ricalcolando da 15 a 11 anni il conto e annullando contestualmente l’aggravante del metodo mafioso. Tre anni fa imbracciò una vecchia mitraglietta nel corso  di un folle tentativo di rapina nel cuore della città di Pagani, in piena mattinata, ingaggiando un conflitto a fuoco con le guardie giurate per compiere una rapina: il suo obiettivo erano i plichi di valori e denaro destinati al Monte Paschi di Siena con sede in via Trotta.

La sentenza di primo grado accolse la richiesta di condanna fatta dal pm Antimafia Vincenzo Montemurro, il magistrato titolare dell’indagine che coordinò prima le ricerche, con la latitanza iniziale, poi il processo. Il paganese è stato definitivamente riconosciuto colpevole del reato di tentato omicidio del gioielliere Enrico Malet, colpito al volto nel corso del tentativo criminale, incrociato durante la fase preparatoria del colpo, passato per caso tra Laierno e i vigilantes. I fatti avvennero poco dopo le undici del 28 novembre 2014 quando Laierno, entrò in azione, col volto coperto parzialmente da un casco, puntando il mitra contro le guardie. Nel mirino c’era un il denaro contante destinato alla filiale del Monte dei Paschi di Siena: dopo i primi spari le guardie risposero al fuoco, con una pioggia di proiettili vaganti e un bilancio di tre persone ferite, tutte estranee all’accaduto, presenti per caso sul luogo degli spari. Malet, il gioielliere diretto all’interno del suo negozio, fu urtato dal bandito e poi gravemente ferito al volto da un colpo che gli trapassò la mandibola, causandogli una lesione diffusa, causa di una lunga serie di delicati interventi.