L’indagine è scattata a seguito di alcune rapine messe a segno nella zona di piazza Garibaldi. Analizzando i racconti forniti dalle vittime, tutte extracomunitarie, gli agenti Polfer hanno tracciato un profilo dei rapinatori, delineandone inoltre il modus operandi. La banda agiva di notte, avvicinando le vittime con atteggiamento amichevole. I delinquenti, fingendo di volersi intrattenere per fare quattro chiacchiere, offrivano ai malcapitati bevande contenenti sostanze soporifere come le benzodiazepine, pericolosi ipnotici che possono causare gravi danni alla salute e, se abbinati ad alcool o a sostanze stupefacenti, provocare addirittura il coma. Quando le vittime accusavano i primi malori, faticando a restare in equilibrio e perdendo lucidità, venivano condotte in luoghi isolati e derubate, per poi essere abbandonate sul posto.
Per fermare la banda sono stati realizzati servizi di appostamento con personale in borghese, circondando il perimetro della “zona di caccia” dei rapinatori con pattuglie in uniforme pronte ad intervenire. Mediante le immagini visionate in tempo reale, intorno alle ore 2.50 di notte, il personale Polfer è stato allertato dalla Sala Operativa Compartimentale per la segnalazione di persone in atteggiamento sospetto all’esterno dello scalo FS di Napoli Centrale. Giunti sul posto, gli agenti hanno individuato tre cittadini extracomunitari ed a breve distanza da loro un altro extracomunitario che, con andatura barcollante, in evidente stato confusionale, ha riferito di essersi sentito male dopo aver ingerito una bevanda offertagli dai tre uomini presenti. La vittima ha aggiunto che dopo i primi sintomi di malessere il gruppo lo aveva condotto in un luogo isolato nelle vicinanze della stazione, sottraendogli 4 confezioni di tabacco sfuso ed una banconota da 50 euro. I quattro sono stati condotti negli uffici di Polizia: a seguito di perquisizione personale, su uno dei rapinatori sono state ritrovate le quattro confezioni di tabacco e indosso ad un altro è stata rinvenuta la somma poco prima sottratta alla vittima.
L’analisi delle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza ha consentito di ricostruire con precisione gli eventi, evidenziando in modo inequivocabile il ruolo dei tre aggressori nel compimento del reato. La vittima della rapina, visitata presso il Loreto Mare, essendo priva di documenti di identificazione, è stata sottoposta a rilievi fotosegnaletici dai quali sono emersi a suo carico diversi alias e numerosi precedenti di polizia; è emersa, in particolare, una nota di rintraccio per la sottoposizione a misura restrittiva con accompagnamento presso il più vicino istituto di pena. L’uomo risultava sottoposto alla misura di sicurezza della Casa di Lavoro per due anni ed assegnato presso la Casa di Lavoro di Vasto, dalla quale era evaso. Gli è stato quindi notificato – dandovi attuazione – il decreto di irreperibilità emesso il 20 novembre scorso dall’Ufficio di Sorveglianza di Pescara.
I tre rapinatori seriali, B.R., algerino classe 1978, B.B.M., camerunense classe 1986, e A.S., tunisino classe 1978, tutti pluripregiudicati, sono stati sottoposti a fermo di Polizia Giudiziaria ed associati presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

