Si era impossessato di un cellulare e di un bancomat, lasciati incustoditi dal proprietario nella sua auto. Poi, utilizzando i dati d’accesso, aveva provato a prelevare dalla banca dei soldi in contanti. Non ci riuscì. Giorni dopo, riuscì a rubare però 450 euro dal borsello di un cancelliere del tribunale. Per questi fatti, è stato condannato a 5 anni di reclusione Giovanni Lanzetta, 34enne con decine di precedenti per furto (oltre trenta). La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Anna Allegro. I fatti risalgono al 22 e al 26 novembre del 2016. In entrambi i casi, l’uomo aveva approfittato dell’assenza dei proprietari delle due auto, per agire con destrezza e rubare tutto quello che gli era capitato sotto mano. Noto per reati contro il patrimonio e con diversi procedimenti ancora aperti, in attesa di giudizio, Giovanni Lanzetta è conosciuto dalle forze dell’ordine per essere specializzato in furti di biciclette. Uno degli ultimi colpi che consumò riguardarono un portafoglio di un carpentiere, sottratto mentre la vittima era impegnato a ristrutturare un appartamento. Il giudice, nella condanna, ha disposto che l’uomo restituisca anche i soldi prelevati al cancelliere, all’epoca dei fatti.

