Una sola condanna, quella emessa dal giudice Raffaela Caccavale del tribunale di Nocera Inferiore, per la morte di Maria Rosaria Ferraioli, la 25enne mamma di Angri deceduta il 24 aprile 2011, all’ospedale di Scafati, insieme ai due gemellini che portava in grembo. Dopo oltre cinque ore di camera di consiglio, il giudice ha condannato ad 1 anno e 6 mesi di reclusione Vincenzo Centore, il ginecologo dell’ospedale scafatese. Per il giudice sarebbe stato lui l’unico colpevole della morte dei due gemellini. Il resto dei medici imputati, Michele Mastrocinque, Michele Piscopo, Raffaele Molaro e Attilio Sebastiano, sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Non sarebbero responsabili né della morte della donna (per il quale è stato assolto anche il ginecologo condannato), né per quella dei suoi due figli. Secondo la formula di assoluzione, il loro operato sarebbe stato corretto, ma per meglio comprendere le motivazioni del giudice toccherà attendere novanta giorni. La procura, nella sua requisitoria di maggio, aveva chiesto una condanna per tutti i medici. E solo per il decesso dei due feti.
Maria Rosaria Ferraioli fu visitata prima dal suo ginecologo di fiducia, per un ascesso alla radice della coscia destra. Secondo i consulenti medici dell’accusa, invece di una terapia antibiotica, le fu prescritta una pomata. Dopo due giorni, con il dolore in aumento, la donna si recò a Scafati, in pronto soccorso. Qui, visto il suo stato di gravidanza, fu visitata in reparto dal ginecologo, ora condannato, che secondo le accuse valutò quell’ascesso come un problema da risolvere chirurgicamente. Ma senza effettuare dei controlli di tipo ginecologico sulla paziente, omettendo di controllare lo stato di salute dei due bimbi che la donna portava in grembo, attraverso un’ecografia o con altri esami.
Da qui, la decisione di trasferire la donna in chirurgia, dove un medico chirurgo, dopo essersi consultato nuovamente con il ginecologo sulla possibilità di sedare o meno la paziente, che anche quella volta – secondo le accuse – diede l’ok senza ulteriori verifiche sullo stato di salute dei bambini, spinse il collega ad intervenire su quell’ascesso con un’incisione e successivo drenaggio. La situazione precipitò nella notte, quando Maria Rosaria fu colta da uno shock settico. Il taglio cesareo che fu tuttavia praticato dai medici, non sortì effetto. La giovane madre morì insieme ai suoi due gemelli. Il ginecologo dell’ospedale “Mauro Scarlato” di Scafati è stato condannato per omicidio colposo. Quell’ascesso, diventato poi una violenta infezione, era comparso sulla gamba di Maria Rosaria almeno da un mese e mezzo.

