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Scafati in movimento: “Altro che dimissioni, è solo un altro show”

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Scafati in movimento: “Altro che dimissioni, è solo un altro show”

E’ una lunga e pungente nota quella che arriva dal gruppo di Scafati in Movimento, dopo le preannunciate dimissioni del sindaco Aliberti. “Anche questa volta abbiamo assistito a un consiglio comunale che sa di reality show dove, destra e sinistra,opposizione e maggioranza, si contrastano l’un l’altro su vari temi ma senza mai pensare alle vere criticità e problemi di questa città. Anche la conferenza stampa del sindaco di stamane ci sembra una presa in giro, non avendo più i numeri cerca solo di allargare la sua maggioranza cercando di imbarcare pezzi della minoranza, Raviotta e Quartucci in primis, che gli fanno da stampella da mesi. Dove è finito il sindaco che diceva “vado avanti solo con la maggioranza eletta”, solite chiacchiere da solito politico pronto a imbarcare chi è stato eletto in minoranza per tenersi stretto la poltrona. Di questa situazione politica non se ne può più bisogna intervenire con urgenza e prendere una decisione per questa città. La politica ora può evitare tranquillamente di continuare a giocare le sue partite a scacchi senza fine e cercare di dare dignità a questa città andandosene tutta a casa. Ci chiediamo se a breve forse anche Scafati come Roma avrà il suo Marino. Anche se Aliberti ha smentito “tarantelle” attorno alle sue ipotetiche dimissioni nel prossimo consiglio comunale staremo a vedere. Ormai la maggior parte dei politici a Scafati non sono più coerenti e un ennesimo esempio lo abbiamo avuto ieri sera, oltre a Raviotta e Quartucci si è aggiunto un altro : il consigliere Pasquale De Quattro in una votazione vota a favore, poi dopo trenta secondi si rifà la votazione e vota in un altro. Situazione stigmatizzata anche dal sindaco stamane in conferenza stampa, e se lo dice pure lui di un “suo” consigliere…Caro consigliere De Quattro la coerenza è un principio, non un optional e la politica ha bisogno di persone coerenti. Certo che la coerenza e l’onestà intellettuale non risiede nei principi politici né di Raviotta né di Quartucci e ancor meno in De Quattro. Coerenti con i nostri principi ci permettiamo di suggerire a tutti di andare a casa, ma soprattutto a questi consiglieri di prendere atto delle loro azioni e li invitiamo a dimettersi al più presto”.