Cetara. Abusi su minori nel campetto degli orrori: testimonianza choc al processo

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Fu la denuncia di un assistente sociale a far scattare le indagini sulla vicenda di pedofilia che per anni si è consumata a Cetara e che nell’ottobre scorso portò all’arresto di un 37enne e di un 57enne, accusati il primo di atti sessuali con una ventina di minori in cambio di piccole somme di danaro e, l’altro, di aver ricattato un ragazzino costringendolo a rapporti di natura sessuale. Furono gli stessi studenti a raccontare alla donna delle abitudini perverse di un uomo sulla quarantina; da qui, la denuncia alle forze dell’ordine.
Ieri, dinanzi ai giudici del Tribunale di Salerno, la donna ha reso la sua forte testimonianza. In sostanza – ha raccontato – tutti sapevano quello che accadeva al campetto di calcio di Cetara, tendendo però a minimizzare. Quella denuncia, stando a quanto testimoniato, le costò anche precise minacce da parte della mamma di uno studente: se fosse successo qualcosa a suo figlio, sarebbe stata lei a pagare.

Ed ancora – prosegue la donna nel suo racconto scioccante – erano gli stessi ragazzi a minimizzare, sostenendo di non aver mai assecondato le richieste dell’uomo, a differenza di quanto facessero molti ragazzi più grandi, in cambio di soldi e regali.
Diverse, adesso, le posizioni dei due imputato. Da una parte L.B., 38 anni, recluso nella casa di cura Villa Chiarugi, a Nocera, dichiarato incapace di intendere e di volere da una perizia medica disposta nei mesi scorsi dagli inquirenti, che risponde di prostituzione minorile e atti sessuali con minorenni; dall’altro L.A., 58 anni, chiamato a rispondere di violenza sessuale. E’ accusato di aver costretto un 14enne, parte civile nel procedimento, a compiere con lui atti sessuali. L’uomo avrebbe assistito ad alcune scene e avrebbe iniziato a ricattare il ragazzino, minacciandolo di raccontare tutto se non avesse accettato di sottostare anche ai suoi desideri. Sarebbe addirittura riuscito ad instaurare col minore una vera e propria relazione, fondata su minacce, ricatti e continui contatti telefonici, che servivano a fissare appuntamenti per consumare gli atti sessuali in cambio di elargizioni di danaro ed altre utilità.