Il medico della morte, i giornali e l’opinione già lo definiscono così, anche se la storia è appena agli inizi e tutto ancora deve essere chiarito e giudicato. Intanto è finito agli arresti domiciliari Alessandro Marra di Roccapiemonte, dirigente medico dell’unità operativa di Medicina del dolore e cure palliative dell’hospice “Il giardino dei girasoli” di Eboli. L’accusa? Iniezione letale a malato terminale. Lo scorso 18 gennaio, avrebbe somministrato a un 28enne di Battipaglia una massiccia dose di Midazolam – sottratto dalla farmacia ospedaliera – per porre volontariamente fine alla sua vita. Sulla base delle risultanze dell’esame autoptico, è stato riscontrato che quei 60 milligrammi di medicinale avrebbero potuto uccidere una persona sana. Il ragazzo aveva espresso la volontà di accedere alla cura del dolore. Nulla di tutto questo, però, si è verificato a causa dell’intervento del medico che gli prestava le cure domiciliari. Il reato contestato è quello di omicidio volontario, perché – spiegano gli inquirenti – il medico «sapeva benissimo quello che faceva». «Non si può parlare di eutanasia – afferma il procuratore capo facente funzioni di Salerno, Luigi Alberto Cannavale – perché la famiglia non ha mai chiesto questo tipo di trattamento, tanto che i genitori del ragazzo erano convinti che si trattasse di morte naturale e quando abbiamo richiesto l’esame autoptico non hanno immediatamente compreso i motivi».

