Il Punto D Vista (gir.H): Virtus campione d’inverno, Turris in lacrime

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Virtus Francavilla campione d’inverno. I tre punti conquistati sul campo dell’Isola Liri consentono ai pugliesi di rintuzzare gli attacchi del Francavilla in Sinni, corsaro allo Iacovone, mantenendo così la vetta solitaria al giro di boa.

Aria pesante a Taranto – che stride col gran bel colpo d’occhio dello Iacovone – per l’ennesimo tonfo stagionale dei rossoblù. Se ne assume tutte le responsabilità il tecnico Sasà Campilongo. “Le scelte le faccio io, la colpa è mia. È vero, il mercato di dicembre ci ha dato tanto, ma non tutti i nuovi elementi godono di una condizione fisica adeguata. Serve ancora del tempo per crescere e noi non dobbiamo lasciarci incalzare da rabbia e sconforto. Nelle restanti diciassette partite, tutto ancora può accadere. Resto sereno e fiducioso”.

Si dividono la posta in palio Nardò ed Unicusano Fondi (Iadaresta replica a Presicce), ma i neretini non ci stanno e puntano il dito contro il direttore di gara, denunciando “l’ennesimo torto arbitrale”. Emblematico il titolo che compare a caratteri cubitali sulla home page del sito ufficiale del Nardò. “Quando finirà questo scempio?”. Il riferimento, stavolta, è al cartellino rosso estratto all’indirizzo del granata Malcore, punito per il fallo di reazione ai danni del laziale Rinaldi. Secondo la ricostruzione dei neretini, documentata con tanto di fotografia, Rinaldi avrebbe commesso una grave scorrettezza nei confronti di Malcore, letteralmente “passeggiandogli sul corpo”, lasciando segni dei tacchetti sia sul collo che sul volto dell’attaccante granata. Si ritiene evidentemente bersagliata da decisioni arbitrali inique, la società granata, tanto da concludere la propria denuncia con un interrogativo: “Ha senso continuare una contesa sportiva impari?”.

Rispedisce al mittente ogni accusa il tecnico dell’Unicusano Pochesci. “L’arbitro ha solo applicato il regolamento, per giunta con grande personalità, considerate le condizioni ambientali. Non era facile in quella bolgia. Sono certo che farà carriera”.

Brusca battuta d’arresto per il Pomigliano, che cade al Viviani dopo essere passato in vantaggio con Prisco. Cade anche il Bisceglie (3-1 a San Severo), uscito fortemente ridimensionato dalla recente sessione di mercato a causa del fuggi fuggi generale provocato dalla crisi societaria, poi parzialmente rientrata grazie all’apporto di alcuni sponsor reperiti in extremis. L’imprenditore marchigiano Longo si è definitivamente defilato, ma sino a fine stagione sarà comunque garantita l’ordinaria amministrazione. Scongiurato dunque il tracollo.

In chiave salvezza, successi importanti di Torrecuso (poker a domicilio al Gallipoli), Serpentara (corsaro a Marcianise) e Manfredonia (blitz ad Aprilia nel posticipo di lunedì).

Al Liguori, il successo della Turris ai danni del Picerno degli ex La Cava, Perna ed Acampora, passa quasi in secondo piano. È la domenica più triste per la Torre del Greco di fede corallina, costretta a dire addio ad Enzo Strino, “unica bandiera”, come recitava uno striscione apposto nel settore distinti. Una vita nella Turris e per la Turris, quella di Strino, che per oltre dieci anni ha difeso la porta corallina, per poi ricoprire il ruolo di preparatore dei portieri, una volta appese le scarpette al chiodo. Prima della gara contro i lucani, il gesto simbolico di Manzo e compagni, che hanno deposto un mazzo di fiori sotto la porta difesa per anni da Strino. L’apice della commozione a fine gara, quando  Il feretro dello storico portiere corallino è stato portato a spalla dal tecnico Baratto e da tutti i calciatori corallini, raccogliendo il lungo, commosso applauso del comunale ed i cori incessanti dei tifosi presenti. Un applauso al quale si sono uniti anche gli sportivi di Picerno, che hanno anche simbolicamente donato una propria sciarpa. Da centrocampo alla porta sotto la curva Vesuvio, Strino ha salutato per l’ultima volta il suo stadio.

Raffaella Ascione