“La notte delle vacche nere” è una citazione di una famosa espressione usata da Hegel nella Prefazione alla Fenomenologia dello Spirito. L’espressione compare in un passo in cui Hegel polemizza con Schelling riguardo alla concezione di assoluto inteso come “assoluta identità con se stesso”. C’è anche della filosofia nel libro di Rosa Montoro, presentato alla Mondadori dal suo ex professore di filosofia al magistrale Lino Picca, da Isaia Sales e dall’editore Franco Forte. Il circolo degli illusi: titolo che è tutto un programma, quasi politico. Erano chiamati così, nella Sarno del ventennio fascista ma anche altrove, quelli che non scendevano a patti con le camicie nere, che speravano in tempi diversi, diciamo dei liberal-democratici alla Giovanni Amendola che proprio in quel tempo agiva, arrivava in Parlamento e poi si arrendeva combattendo alla sconfitta forzata. E’ il mondo contadino e rurale di quella vecchia Sarno che ispira la Montoro, persona schietta e semplice, scrittrice intelligente e sapiente. Un mondo fatto di donne che non facevano politica ma facevano quadrare conti, lavoro, fatica e famiglia. Il mondo di Don Antonio e di Carmela, dei personaggi minori che si muovono nelle pagine del libro, opera corale, piccole storie attraversate dalla Grande Storia. “Quelle donne – spiega la Montoro- le ho rivissute coi racconti delle nonne, il mio libro vuole evidenziarle così com’erano, umili ed eccezionali allo stesso tempo. Hanno trasmesso a me la voglia di lotta e di emancipazione, anche se a modo loro. Io l’ho trasmessa alle mie figlie. Bisogna sempre battersi, con determinazione, per quello in cui si crede e sperare in un mondo e in un domani migliore”. La notte in cui non tutte le vacche saranno nere avrà il colore e il profumo di una complessa semplicità, il domani parte dalle nostre radici, mutanti ma costanti.

