L’indagine, dopo l’esposto presentato qualche settimana fa, si può considerate aperta. La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore cercherà di vederci chiaro, quindi di individuare le responsabilità, sull’inquinamento degli affluenti del fiume Sarno, ovvero Solofrana e Cavaiola. Il giudice Roberto Lenza ha delegato i carabinieri del Noe per le primissime attività di indagine e nel frattempo ha incontrato una rappresentanza di varie associazioni cittadine, hanno depositato un corposo dossier, dal quale si evince con chiarezza di dati lo sforamento dei parametri ed il superamento della soglia di sostanze altamente tossiche come cadmio e cromo, presenti nelle acque dei due affluenti del Sarno. La Pro Loco Nuceria Alfaterna, Cittadinanza Attiva, Tribunale per i diritti del Malato, Amdot, No Vasche, Ada e altre realtà compongono una sorte di comitato spontaneo che ha riproposto con forza la battaglia per l’ambiente, chiamando in causa magistratura e organi competente a monitorare, sorvegliare, indagare, stabilire le responsabilità e modificare una situazione che col trascorrere del tempo assume contorni sempre più gravi. Nello specifico c’è da intervenire sul rispetto delle normative ambientali sul territorio nocerino. Nello specifico, accertare e bloccare sversamenti illeciti nei due corsi d’acqua. Il comitato non si fermerà all’esposto. Sono in programma una serie di incontri con medici e dirigenti scolastici, al fine di sensibilizzare ancor di più l’opinione pubblica sulla gravità della situazione e sulla necessità di porre in primo piano la vicenda, non solo nell’ottica giudiziaria e amministrativa, ma anche sotto l’aspetto della partecipazione generale che riguarda aria, acqua e cibo.

