Avrebbero gestito in maniera illegale una raccolta di rifiuti, senza alcuna autorizzazione ma sfruttando un terreno nelle disponibilità di un’azienda. Cinque le persone indagate dalla procura per associazione a delinquere e falso ideologico. Il gruppo aveva compiti specifici: da chi procacciava rifiuti – quasi sempre metalli misti e cavi in rame – a chi metteva a disposizione l’impianto per lo scarico. Secondo l’indagine, ora conclusa, condotta dalla procura di Nocera Inferiore, i cinque avrebbero violato diverse norme ambientali. La raccolta veniva effettuata con i mezzi della società. Tutto era autorizzato nella forma, ma gli stessi rifiuti, tuttavia, erano di provenienza dubbia. I carabinieri avevano scoperto che era impossibile risalire ai produttori, dato che sui formulari di identificazione dei rifiuti non c’era traccia di soggetti ben definiti o individuabili. Dopo il sequestro, uno dei cinque violò i sigilli posti dagli inquirenti, alterando ciò che vi era all’interno. E rischiando di compromettere l’indagine. Il periodo di riferimento è metà del 2014, nel comune di Sant’Egidio del Monte Albino.

