Hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere i diciotto arrestati nell’ambito dell’inchiesta condotta aalla Procura di Roma sulle presunte “sentenze pilotate” emesse dall’ufficio del Giudice di pace di Torre Annunziata. Anche i giudici onorari scafatesi A.I. e R.R. , insieme all’avvocato residente a Pagani, E.C. hanno fatto scena multa davanti al Gip durante gli interrogatori di garanzia, svolti nel carcere di Poggioreale a Napoli. Nel frattempo, per gli avvocati residenti nel salernitano e in carcere sono state presentate anche le relative istanze al Riesame di Napoli per ottenere una misura cautelare meno afflittiva. L’intera indagine conta 28 indagati.
Numerosi i presunti casi di corruzione emersi nell’ambito di contenziosi civili per sinistri stradali: il giudice concordava con l’avvocato di parte la nomina di un consulente compiacente a cui veniva chiesto di rilasciare una perizia “favorevole”. Per la nomina il perito pagava una tangente al giudice di pace ma riceveva, a sua volta, un compenso dall’avvocato interessato ad ottenere una consulenza compiacente. Alla fine l’avvocato e il giudice di pace scrivevano la sentenza “a quattro mani”, decidendo il danno, l’entità del risarcimento, le percentuali di responsabilità e l’onorario. Infine, in base alla somma liquidata, il giudice di pace si appropriava anche di un’ultima tranche della sua tangente.

