Le manette sono scattate la notte scorsa. Gli agenti della Squadra Mobile di Napoli hanno arrestato L.F., pregiudicato napoletano 27enne con recidiva specifica infraquinquennale (per i reati di tentato omicidio, detenzione e porto di arma comune, ricettazione e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale in concorso e ricettazione), e O.O.J., 19enne della Repubblica Domenicana, per i reati di detenzione di arma da guerra e resistenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I poliziotti – nel corso degli ordinari controlli in città – hanno notato in via Poerio, a ridosso della Duchesca, un motoveicolo con a bordo due giovani, che procedeva a forte velocità e a fari spenti. A fronte dell’Alt loro intimato, i due giovani hanno ulteriormente accelerato la propria marcia: dopo che gli agenti hanno chiuso loro ogni via di fuga, i due non hanno esitato a lanciare la propria moto contro quella dei poliziotti. Il passeggero del mezzo, poi identificato nel 27enne, ha quindi estratto una pistola dalla cintura dei pantaloni e con il braccio teso ad altezza uomo ha preso la mira con il chiaro intento di fare fuoco contro gli agenti. Fulminea la reazione di uno dei poliziotti, che ha fronteggiato il delinquente disarmandolo con la sola palina segnaletica e la radio, senza estrarre l’arma in dotazione. L’uomo è stato quindi bloccato, mentre l’altro poliziotto si è dato all’inseguimento del 19enne, bloccato dopo una intensa colluttazione. Gli agenti hanno dunque recuperato l’arma, una Beretta calibro 7,65, risultata rubata lo scorso giugno a Roma da un agente della Polzia Locale. La pistola, con dieci pallottole nel caricatore, era pronta all’uso con colpo in canna.
Gli agenti hanno poi esteso il controllo all’abitazione dei due, rinvenendo dunque a casa del dominicano una micidiale mitraglietta Skorpion completa di caricatore inserito, con 13 pallottole a corredo. L’arma, usualmente utilizzata per le azioni di killeraggio e le stese, è predisposta per il tiro a raffica e la sua compattezza ne favorisce l’occultamento. Sono in corso accertamenti e comparazioni per verificare se le armi siano state utilizzate per i recenti fatti criminosi e le stese. Le ermi ritrovate sono state sequestrate, mentre i due uomini sono stati tradotti presso il carcere di Poggioreale.

