Scafati: ancora un 28 settembre per non dimenticare

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La Resistenza scafatese non nasce dal nulla ma è il frutto della consapevolezza civile e politica formatasi nel popolo in seguito alle lotte politiche e sindacali che dalla fine dell’ottocento si sono avute a Scafati. Non è, pertanto, un episodio isolato quella della giornata del 28 settembre. Scafati, infatti, all’indomani della Liberazione esprimerà nel 1946 anche un membro nella Assemblea Costituente. Sarà l’Avv. Ludovico Sicignano, Sindaco di Scafati e autore della targa che si trova sul ponte cittadino, sarà eletto il 2 giugno del 1946 a rappresentare la provincia di Salerno nell’Assemblea che scriverà la Costituzione della Repubblica Italiana.Del secondo conflitto mondiale ricordiamo le rastrellate tedesche, le uccisioni gratuite, i tiri liberi con le baionette e la lotta partigiana, principalmente delle citta’ del nord. I nostri libri di storia non ci illustrano che anche Scafati fu protagonista di questa lotta. Il 28 settembre 1943 e’ una data da ricordare per tutti i cittadini “radicati” e, non solo, del piccolo comune dell’agro-nocerino sarnese. All’ epoca Scafati era un piccolo centro contadino sulla strada che da Salerno portava a Napoli, e nell’ avanzata anglo-americana volta a spazzare via il nemico tedesco, era inevitabile non imbattersi nella citta’ cerniera tra l’Agro e il napoletano. Un gruppo di contadini, ivi presenti, a sud della citta’ bloccarono la risalita anglo-americana. Si trattava infatti del primo gruppo di resistenza del sud-Italia, il gruppo 28 settembre 1943.