Nocera Inferiore: quel San Gennaro che si chiamava Niglio

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Se ci fosse la possibilità di un miracolo laico datato 19 settembre, ci sarebbe un solo desiderio per i nocerini onesti di sempre: riportare in vita Gennaro Niglio, il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Nocera negli anni più complicati della sua storia, fatta di bande camorristiche rivali, di politici e comunali infedeli, di morti o sparatorie a cadenza quasi quotidiana: gli anni ottanta del secolo scorso. Gennaro, per gli amici Gegè, nacque ad Ercolano il 18 ottobre 1949. I più giovani non lo conoscono, al massimo si domandano chi era quel Niglio sulla targa che ricorda da qualche anno una strada nocerina. A lui hanno intitolato anche altro: la Caserma sede del Comando Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica, la Caserma sede del Comando Tenenza Carabinieri di Ercolano. Durante il suo periodo nocerino, fu insignito della Medaglia di Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Comandante di Compagnia distaccata, nel corso di una importante operazione di contrasto alla criminalità organizzata, compiuta alla testa dei suoi uomini, veniva fatto segno a proditoria e violenta azione di fuoco dagli appartenenti ad un clan camorristico responsabili di gravissimi delitti. Benchè ferito reagiva con determinazione e, dopo aver colpito con l’arma in dotazione uno dei malfattori, riusciva ad arrestare tutti i criminali coinvolti sequestrando numerose armi, munizioni, documenti falsificati ed autovetture con targhe contraffatte. Corbara, 1 ottobre 1982“. Niglio morì nel 2004  a Caltanissetta, per le conseguenze di un incidente stradale, per certi versi avvolto nel mistero. L’oncologo napoletano Marfella, anni fa rivelò questo, a proposito della Terra dei Fuochi: “Carmine Schiavone mi fece un avvertimento. Dottore, disse Schiavone, noi non siamo scontenti di quello che state facendo per fare chiarezza sul danno sanitario provocato da questo disastro, anzi vi ringraziamo perchè ci state aiutando a capire le fesserie che abbiamo fatto. Se fossimo stati scontenti, lei non ci sarebbe più da molti anni su questa terra. Ma una cosa gliela voglio dire: se le capita un incidente stradale come al generale Gennaro Niglio, le sia chiaro che non siamo stati noi’. Il riferimento al generale Niglio era un preciso messaggio per me, che solo io, tra i presenti, potevo comprendere. All’epoca dell’incidente stradale del generale dei Carabinieri Gennaro Niglio, girarono voci che aveva avuto quell’incidente perché si era avvicinato troppo alle ‘coperture’ di cui godeva Bernardo Provenzano ancora latitante”.