“Invitiamo associazioni, cittadini e familiari delle vittime ad essere presenti giovedì 20 settembre, alla prima udienza del processo BIS per la frana di Montalbino. Dalle ore 8.30 saremo li, presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Ricordiamo che il Tribunale ha già condannato i cavatori nel primo processo, in primo e secondo grado, accertandone le gravissime responsabilità. Solo un vizio di notifica (abbastanza “anomalo”) ha annullato il processo quando oramai era arrivato all’epilogo. Processo da rifare, quindi: altri vizi di notifica stanno allungando i tempi anche di questo processo BIS che stenta a decollare. Il rischio è di arrivare alla prescrizione del reato di frana colposa. Crediamo ancora nella giustizia: ma si sta insinuando il dubbio che tanti errori procedurali non siano il frutto del caso. Per questo saremo presenti giovedì all’udienza: reclamando giustizia, affinché coraggiosamente si possa riconoscere pienamente le responsabilità di coloro che con spregiudicatezza hanno sfruttato il territorio senza porsi un limite, provocando quindi la morte di 3 persone. Ricordando anche l’infaticabile lavoro di Ciro Annunziata che come Comitato Antibarriera e Bottega equosolidale Tutta n’ata storia, si costituì parte civile nel processo: un atto a difesa del territorio, che invece i livelli politici preferirono a quel tempo non fare, forse preoccupati dei legami tra politica e devastatori. Come sappiamo quella frana è stata una tragedia annunciata ed ha avuto soprattutto responsabilità politiche. Autorizzazioni facili, mancanza di controlli. Ancora ad oggi, nonostante sia stata accertata la responsabilità degli imputati in quel doloroso evento, l’attività estrattiva della cava continua, come se niente fosse, con autorizzazioni regionali discutibili e proroghe (per altri 8 anni!) che andrebbero impugnate. Chiediamo alla Regione e a tutti gli enti coinvolti di sospendere le attività estrattive, oramai palesemente sempre più invasive. Non vogliamo una nuova tragedia”.

