Si riparte dall’ex Stir di Battipaglia coi conferimenti. Molto lentamente, perché l’emergenza non è rientrata e gli ammassi di umido biostabilizzato riempiono ancora fino all’orlo i capannoni di via Bosco II, ma i tecnici di EcoAmbiente, la società provinciale che gestisce la piattaforma, hanno risollevato la sbarra per far entrare qualche camion dopo il fermo impianto del venerdì nero. Si scarica a rilento: gli operai della spa in liquidazione, guidati dal responsabile Vincenzo Apicella , non riescono a tirar fuori con regolarità le 17mila tonnellate di organico biostabilizzato, ricavato dall’umido che viene fuori dalla frazione di secco indifferenziato, che invadono i due capannoni. E così l’immondizia entra col contagocce e si procede ad accumulo: un’emergenza che s’acuirà se prima di martedì – giorno in cui gran parte dei comuni salernitani conferisce il secco al tmb di Battipaglia – non saranno state individuate soluzioni. Per ora c’è la certezza dell’ennesima gara andata deserta. Il commissario liquidatore della spa,Vincenzo Petrosino , pensa a soluzioni alternative, ma gli spazi di manovra sono molto ristretti. Intanto alla fine del mese, in Regione, si dovrebbe dare una sterzata all’iter per la stipula dell’accordo quadro fra gli Enti d’ambito per le norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti e dell’economia
circolare.

