E’ il settimo si riposò. Dio una volta, oggi commercianti e commessi, sia delle piccole realtà che delle grandi piattaforma. Così vuole il nuovo governo, una presa di posizione grillina che sa tanto di Potere al Popolo (quando i populismi si mischiano, quasi si confondono). Con lo stop all’apertura domenicale si potrebbero perdere “decine di migliaia di posti di lavoro”: l’allarme arriva dal presidente della Federdistribuzione, associazione della grande distribuzione, Domenico Gradara. “La domenica – ha detto – è il “secondo giorno della settimana per fatturato”, spesso con un valore doppio rispetto a un giorno feriale. La proposta sulla chiusura dei negozi la domenica all’esame del Parlamento sarebbe quindi un “passo indietro” dato che circa 12 milioni di persone in media fanno acquisti la domenica attraverso il commercio tradizionale.”E’ paradossale pensare alle chiusure domenicali” sottolinea dal canto suo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori (Unc). Soprattutto in un momento di crisi nera per il commercio. “I consumi scendono sia su base mensile che annua. Un fallimento i saldi. Le vendite dell’abbigliamento crollano rispetto allo scorso anno del 2,3% e le calzature dell’1,6%”.

