Le segreterie provinciali dei partiti di centro sinistra sono impegnate in questi giorni a definire il dopo Giuseppe Canfora. L’elezione del presidente della Provincia è in programma per il 31 ottobre. Il segretario del Pd Enzo Luciano che ieri sera ha convocato, insieme al deputato Piero De Luca, nella sede di via Manzo, i consiglieri regionali, i sindaci e i segretari di circolo dei comuni della provincia. L’attuale presidente della Provincia, Giuseppe Canfora, non potrà, infatti, più ricandidarsi per via del limite dei due mandati (2 anni+2) imposto dalla legge di riforma delle Province. Si vota però solo per il presidente perché il consiglio resta, invece, in carica fino alla scadenza naturale del mandato ossia gennaio 2019. Dem al lavoro per l’individuazione del candidato che dovrà prendere il posto del sindaco di Sarno alla guida di Palazzo Sant’Agostino. Fra i nomi che circolano ci sono quelli del sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli, e di Fisciano, Vincenzo Sessa, anche se non si escludono sorprese dell’ultimo minuto. Del resto, fra gli amministratori dem c’è più di qualcuno che ambirebbe alla carica. A votare, in autunno, saranno solo gli amministratori in carica, sindaci e consiglieri comunali, così come previsto dalla legge Delrio che ha introdotto la cosiddetta elezione di secondo livello (non votano i cittadini) per il rinnovo degli organismi di rappresentanza politica nelle Province. A correre per la presidenza deve essere necessariamente un sindaco in carica a patto che abbia davanti a sé almeno un altro anno di mandato, e non 18 mesi come per la precedente tornata elettorale. La modifica è stata introdotta con l’approvazione di un emendamento nel decreto Mille proroghe, in base al quale è stata ridotta da 18 a 12 mesi la durata del mandato che deve avere il sindaco davanti a sé per essere candidabile. Fuori dalla partita, quindi, per il Pd i primi cittadini di Bellizzi, Mimmo Volpe, e di Baronissi, Gianfranco Valiante in scadenza a maggio 2019. Come anche poco perseguibile sembra essere l’ipotesi della eventuale candidatura dei sindaci di Pellezzano o Pontecagnano, insediati da pochi mesi. Quanto ai restanti amministratori bisognerà capire quale criterio adotterà al segreteria provinciale per la scelta del candidato. Stando ai numeri la scelta dovrebbe ricadere su un amministratore dell’area Nord- Salerno -Costiera amalfitana com’è stato del resto per l’elezione di Canfora anche per via del cosiddetto voto ponderato, altra novità introdotta dalla legge di riforma delle Province, in base al quale il valore del voto del singolo elettore è determinato da un coefficiente calcolato in base all’indice demografico della fascia in cui rientra il comune di cui è sindaco o consigliere comunale. In pratica le preferenze espresse dai sindaci delle aree più popolose hanno un peso superiore a quello dei loro colleghi di altri comuni meno popolati. Come il Cilento a altre aree del territorio provinciale. Fra i nomi in campo anche quello del sindaco di Centola-Palinuro, Carmelo Stanziola, attuale consigliere delegato al Turismo delegato da Canfora che avrebbe dato la sua disponibilità a correre per la presidenza di Palazzo Sant’Agostino. C’è poi, fra i nomi che circolano, quello del sindaco di Buccino, Parisi, come anche quello del primo cittadino di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano consigliere provinciale in carica con delega all’Ambiente. In pool però, almeno per il momento restano Servalli, e Sessa, sindaco del comune di Fisciano.

