Nocera Unita: quando accadde nel calcio, un domani chissà…

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Giugno 1973. Attenzione a questa foto. E’ la Nocerina che vinse il campionato di Serie D.  In piedi: il medico sociale Giuseppe Siniscalchi, presidente Villani (il Marchese), Antonio Orsini, Gino Maiorino, Sgambati, Padovano, Esposito, Grimaldi, Boncori, Fiorillo, Giulio Modestino. Seduti: Moccia, Di Mascio, La Salvia, Chiancone, Devastato, Scarano, Di Costanzo. Cosa accadde di straordinario in quel giugno dopo la vittoria di campionato? Un documento ufficiale, un vero e proprio protocollo, che sancì l’Unione tra le due Nocera calcistiche, una volta per sempre, con l’avallo delle istituzioni amministrative e persino della Chiesa. Il documento lo preparò Mucciolo, all’epoca segretario comunale a Nocera Superiore, si dice sia andata distrutta una delle ultime copie esistenti nell’incendio di qualche anno al club Rosso Nero di Pecorari. Parteciparono a quel giorno che sancì l’Unione il sindaco di Nocera Superiore De Santis e il vice sindaco di Nocera Inferiore Celotto (in rappresentanza del sindaco Siciliano). Ad organizzare il tutto furono tifosi e appassionati. Per Nocera Inferiore: Gino D’Angelo, Lio Faiella ed Enzo Stanzione. Per Nocera Superiore: Cuofano (a lui è ancora formalmente intitolato il club di Pecorari), Mast’ Andrea e Ciro Citarella (o’ capellon). I testimoni ricordano uno spettacolo di folla straordinario. Oltrepassata la zona Beton Cave, la Nocerina, accompagnata sia dall’allenatore vincente Cecco Mazzetti che dall’esonerato in precedenza Egidio Di Costanzao, fu accolta trionfalmente a Nocera Superiore. Cose impressionanti: stendardi ovunque, bandiere su ogni balcone, torte gigantesche. Una folla incontenibile, che quasi rischiò l’accusa di interruzione di servizio pubblico ferrovie, invadendo la zona dove transitavano tutti i treni (Santa Lucia era in costruzione). Una folla disciplinata per quanto si poteva dai due comandanti dei vigili urbani, Spera e Cicalese. Sul palco celebrò l’omelia calcistica Don Alfonso De Angelis, il parroco di Santa Maria Maggiore, patito di calcio (aveva creato la Boniperti che si faceva strada tra i dilettanti). E l’unione, anzi la Riunificazione, delle due città a quando? Il calcio ha precorso di parecchi i tempi, mostrando in quell’occasione una valenza sociale stupenda. E’ un vecchio ricordo, ma anche un esempio per la gente di oggi delle due città, almeno per quelli che sperano, un giorno, di festeggiare un di “nuovo assieme” di portata storica.