Canta Napoli, ma solo quello di Quagliarella…

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Se il tempo fosse  un gambero…Ancelotti ha responsabilità per il netto ko di stasera. Cambiamenti iniziali poco comprensibili, cambiamenti in corso d’opera ancora meno. Ma il Napoli, in genero, è sembrato succube del Sarri dei poveri, quel Marco Giampaolo che con la biro annota tutto, proprio come Sarri. Il Napoli, con Diawara regista (francamente, eresia), parte spavaldo e sfiora il gol. Poi va in bambola su un calcio d’angolo a favore, prende gol in ripartenza da Defrel, uno che non segnava dai tempi di Pappagone. Reazione zero, la Samp s’impadronisce della situazione. Verdi, che ha spazio a destra, lo spreca in banalità che a certi livelli si pagano: bisogna tener conto di spazio e tempo(ma onestamente non andava sostituito dopo un tempo). Insomma Defrel addirittura raddoppia, su splendido altruismo di Quagliarella, essenziale visibile agli occhi, tutto il contrario del Piccolo Principe Milik, piuttosto didascalico. Ancelotti la prende malissimo. Dopo l’intervallo, tutti si aspettano il 4-2-3-1. Invece lui resta col 4-3-3 ma cambia gli esterni. Ounas e Mertens per Verdi e clamorosamente Insigne. Gli effetti? Tratti sterili di supremazia territoriale. Quagliarella chiude il conto con il gol capolavoro di tacco. Ancelotti ha perso stasera dalla Samp e da Sarri, cioè da Giampaolo, il vero erede del toscano fumantino. Riflessione doverosa e onerosa.