Pagani: 40 anni dopo, rivive il ricordo di Tonino Esposito Ferraioli

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Quarant’anni fa uccisero Tonino Esposito Ferraioli. Ma secondo noi è ancora vivo. Se Pagani, in qualche modo, è riuscita a restare appesa alla speranza che un giorno la camorra e la politica, assieme, smettessero di martoriarla molto lo si deve al suo esempio. Un sindacalista della Fatme che si batteva sul serio, vigilava, interveniva, denunciava quel che non andava, specialmente nelle mense. Era cibo “avariato” dalla camorra, che con la complicità della politica locale, aveva messo le mani su Pagani, sull’Agro, sulla Campania intera. Il 30 agosto 1978, Tonino era a casa della fidanzata Angela, quasi sua sposa. Alle due di notte scese di casa per dirigersi verso la sua Citroen parcheggiata all’angolo di Via Zito. Gli si affiancò a fari spenti una A112 blu con due persone a bordo da cui partì una scarica di colpi di lupara che lo tramortirono a terra. Con sentenza del 24 ottobre 2014, il Tribunale di Nocera Inferiore,  accogliendo il ricorso presentato dalla famiglia Esposito Ferraioli ha riconosciuto Tonino Esposito Ferraioli vittima della criminalità organizzata. La Corte di Appello di Salerno, con sentenza del 12 aprile 2017, ha respinto il gravame proposto dal Ministero dell’interno, confermando Antonio Esposito Ferraioli vittima della criminalità organizzata. Carmine Califano qualche anno fa l’ha ricordato con una rappresentazione teatrale cruda, dividente ma reale. Fu una “fetenzia” quell’omicidio. Oggi lo ricordiamo. Ma per noi Tonino è vivo.