Professori congelati fino a scioglimento della riserva. Sono queste le disposizioni dell’ufficio scolastico regionale in merito all’immissione in ruolo per i docenti che hanno partecipato, presentando ricorso, al concorso indetto nel 2016.
I prof (di cui 40 sono salernitani) quest’anno non potranno firmare per l’anno di prova e per l’immissione in ruolo, e non potranno farlo fino a quando il Tar del Lazio non si sarà pronunciato in merito alla validità del concorso sostenuto e superato due anni fa.
Molti docenti, nel dettaglio, pur non possedendo l’abilitazione, avevano presentato ricorso per poter partecipare alle prove suppletive, vincendolo. Di tutti loro, chi aveva superato le prove aveva iniziato a pensare di poter essere destinatario di una cattedra definitiva. Il ruolo, insomma.
Gli aspiranti prof erano stati anche inseriti nelle Gae, scatenando le ire degli altri precari che da tempo aspettavano il proprio turno, ma per loro al momento non ci sarà la chiamata: le 150 cattedre che dovrebbero essere destinate a loro, infatti, verranno coperte momentaneamente da supplenti. A spiegare tutto è stata la responsabile dell’ufficio scolastico regionale Luisa Franzese, che ha anche evidenziato il fatto che, nonostante le problematiche, le scuole saranno comunque pronte ad accogliere gli studenti con un organico completo. Insomma, nessun posto vacante e nessun docente mancante al suono della prima campanella dell’anno scolastico 2018/2019.
Intanto, spunta uno spiraglio per i docenti che sperano nel riavvicinamento: il Tribunale di Nocera Inferiore ha accolto la richiesta di una docente che ha presentato, come documentazione, diversi anni di precariato in una scuola paritaria. La donna si era vista negare, in prima battuta, il punteggio degli anni in paritario ai fini della mobilità. Ora, la situazione si è ribaltata, e molti potrebbero essere i docenti pronti a presentare gli stessi ricorsi per ottenere l’avvicinamento alla propria regione. 700 i prof che già da quest’anno rientreranno a casa.

