Battipaglia. Il Tar annulla l’ordinanza di chiusura di un negozio di cinesi

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Il Comune fa chiudere il negozio di cinesi di via Brodolini, sbaglia denominazione, i titolari chiedono l’annullamento dell’ordinanza e i giudici si pronunciano. Risultato: il negozio potrà aprire di nuovo.

Finisce così la vicenda del negozio di abbigliamento gestito da cinesi presente nella lunga arteria del comune di Battipaglia.

Tutto parte all’inizio del periodo estivo. Giuliano Caso, dirigente comunale delle attività produttive, e Fernando De Vita, responsabile del Suap, avevano imposto la cessazione immediata (e quindi chiusura) del negozio presente in via Brodolini con la denominazione di “Punto Moda”. Alla base delle loro motivazioni, il fatto che tale esercizio commerciale presentava un’area molto più ampia rispetto a quella dichiarata e quindi fuori dagli standard previsti come “negozio di vicinato”. Insomma, secondo il Comune il negozio gestito da Xihoung Zheng sarebbe dovuto essere di gran lunga più piccolino rispetto a quanto era nella realtà. La Zheng, però, non si è persa d’animo e si è rivolta al Tar per riottenere l’apertura del centro. I giudici del tribunale amministrativo, una volta letta la documentazione, si sono “schierati” dalla parte dell’esercente: alla base delle motivazioni, una serie di difetti di forma che rendevano l’ordinanza non applicabile. Primo tra tutti, proprio la denominazione: oggetto di ordinanza è stato il “nome” del negozio, che per il Comune risultava iscritto come “Grande Cina” mentre nella fattispecie si chiama “Punto Moda” (nome modificato solo negli ultimi tempi). Tutti gli incartamenti, insomma, recanti la vecchia denominazione, non sono risultati idonei al provvedimento adottato. E la Zheng, dopo la battaglia, ha ottenuto la riapertura del suo negozio.