È tornata alta la tensione fra i lavoratori della società EcoAmbiente Salerno, la società che gestisce gli impianti di trattamento rifiuti della provincia. Ieri mattina, le rappresentanze sindacali hanno di nuovo proclamato lo stato di agitazione pronto a trasformarsi in sciopero. Mentre nei comuni della provincia si registrano difficoltà nella raccolta. A far scattare la protesta dei lavoratori, com’era nell’aria in queste settimane, è la rescissione dell’accordo di secondo livello e le condizioni lavorative. “I sacrifici, in ordine alla qualità del lavoro, all’impatto ambientale sulle condizioni fisiche, le patologie, più o meno gravi, – si legge nella nota indirizzata al prefetto Russo, al liquidatore Petrosino e al presidente Canfora – ricadono unicamente sul personale, al quale non si può chiedere di accettare una decurtazione del proprio salario”. Il liquidatore aveva abolito la contrattazione, rimasta in regime di prorogatio da ormai sette mesi. La decisione aveva scatenato la reazione delle rappresentanze sindacali dei lavoratori. In particolare, le maestranze avevano avanzato alcune richieste per scongiurare lo stato di agitazione e lo sciopero. Le rappresentanze richiedevano un aumento del 20% lordo dell’indennità di disagio ambientale giornaliera, l’incremento del 20% lordo per l’indennità turnistica e l’innalzamento del 20% lordo e erogazione mensile dell’indennità di reperibilità. Le altre voci sarebbero rimaste invariate. I lavoratori avevano anche offerto la possibilità di rimodulare il calcolo del premio di produzione. Anche in quella missiva, la rsu aziendale aveva chiesto di intervenire sulla situazione igienico-sanitaria nell’ex Stir.

