Italia Under 19: perde in finale 4-3 col Portogallo, bene il mezzo angrese Tripaldelli

0
39

Il calcio fatto di possesso palla, lento in partenza ma con improvvise accelerazioni dalla cintola in su. Contro quello delle marcature preventive e delle ripartenze, con qualche verticalizzazioni. Insomma lo spettacolo di Portogallo-Italia, finalissima Europeo Under 19, già un punto d’arrivo per gli azzurri, che raccolgono frutti con Nicolato della semina iniziata anni fa con Sacchi e proseguita con Viscidi. Il Portogallo è probabilmente una delle tre realtà di categoria più forti al mondo, sicuramente è la più forte d’Europa: tutti ’99 pronti al grande salto, a fronte di azzurri mixati 1999/2000. Il primo tempo lo conferma, cosi come la prima parte della ripresa. 2-0 per i lusitani al 72, segnano Joao Felipe e Trincao. L’Italia sembra battuta, il passaggio del 4-4-2 al 4-3-3 ha avuto qualche effetto ma non fino al punto desiderato, quello della svolta. Aspettare e crederci: si scatena lo juventino del 2000 Kean, che va due volte a segno, sfruttando l’assistenza e il brio di Capone. Già che ci siamo parliamo dei singoli: Tonali sembra Pirlo in tutto e per tutto, anche nello sguardo da prestigiatore triste. Zaniolo figlio d’arte è duttile parecchio. Bettella è già garanzia difensiva. Insomma un gruppo che assomiglia per carattere a quello che nel 2003, sempre contro il Portogallo, aveva vinto l’Europeo agli ordini di Berrettini. Ne facevano parte Chiellini, Aquilani, Padoin e Pazzini (autore del primo gol nel 2-0 finale, il secondo fu di Della Rocca) ma anche qualcuno che s’è perso per strada, quel D’Astolfo che naviga adesso tra i dilettanti, e il mitico Paoloni, re delle scommesse bontà sua. Chiellini al’epoca era terzino sinistro. Il suo erede oggi? L’angrese a metà Alessandro Tripaldelli, figlio appunto dell’angrese Orsola, fisico bestiale e piedi buoni, già dato dalla Juve al Sassuolo. Quando “Tripa” esce per infortunio, la sostituzione è regionale, entra l’altro campano Candela, scuola Genoa. Nei supplementari torna protagonista la balistica da sogno di Joao Felipe: 3-2 per loro. Finita? No, Scamacca fa gol su cross di Bellanova. Ma non finisce mai sta finale: Correia fa subito il 4-3. Vince il Portogallo ma l’Italia non perde. Angri sorride.