Pagani, ustioni dopo un’operazione poi il decesso: “Nessuna colpa medica”

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Restò ustionato a seguito di un’operazione, poi morì ad un mese da quell’evento. Procura e Gip archiviano definitivamente l’indagine su 5 persone, 3 medici e 2 infermieri, indagati per il decesso di Domenico Zefferico, 65enne di Andria deceduto all’ospedale di Pagani nel mese di settembre del 2016. L’uomo era venuto nell’Agro per curare un cancro al fegato. Ad agosto di quell’anno fu sottoposto ad un intervento di chirurgia elettrochemioterapica, che prevedeva l’applicazionedi un catetere per la trasmissione di impulsi elettrici, utili a colpire la metastasi.

Dopo l’operazione, una scintilla proveniente da uno degli aghi interessò parte del disinfettante presente sul corpo dell’uomo, generando una fiamma. Le ustioni gli lasciarono ustioni sulla parte destra del corpo, tra collo e schiena I medici riuscirono a spegnere il fuoco con un estintore. Un mese dopo, il 2 settembre, ci fu il decesso. Per la procura l’intervento e l’assistenza dei medici fu corretta, senza che vi fosse il nesso causale tra quella fiamma che divampò in sala operatoria e il loro operato. Una tesi accolta anche dal gip.