Giuseppe Cacciatore, sotto lo sguardo attento della moglie Paola Volpe. esercita parlando di Vico il pensiero da intellettuale attento a quel che accade ogni giorno, oltre che da filosofo tra i massimi viventi in Italia. A proposito dell’immagine scelta da Vico per la prima edizione della Scienza Nuova, scova il timone e dice: “Per Vico era il simbolo dell’origine della trasmigrazione dei popoli. Tema di strettissima attualità. Non bisogna impedire il contatto tra popoli diversi”. Salvini non può far niente contro il pensiero vichiano e nemmeno contro Cacciatore. Ecco qui, i tanto celebrati “corsi e ricorsi” trovano applicazione concreta nel corso del convegno tenutosi nell’aula consiliare di Nocera Inferiore, primo atto voluto dal comune, in sinergia con Liceo Classico che porta il nome di Giambattista Vico e con la Carisal, dei festeggiamenti per l’anniversario numero 350 della nascita del filosofo. Cacciatore, introdotto dalla coordinatrice del convegno e dell’intero progetto Annamaria Barbato Ricci, ha illustrato il percorso di Vico attraverso l’autobiografia, sottolineando i legami che di continua cercava tra filosofia e politica, filosofia e morale, tra teoria e prassi in un certo senso, visto che con gli otto figli a carico doveva attingere dalla realtà motivo di sostentamento e non solo indugiare con la testa in su rischiando di finire in una pozzanghera. I punti di riferimento: soprattutto Platone e Tacito, tra utopia e concretezza, ma anche Bacone e Grozio. E certi passaggi di Cacciatore sono stati rafforzati da Carlo Cappa, professore a Tor Vergata, non solo quelli sull’attualità di Vico e sul discutibile marchio di anti-moderno affibbiatogli da Hilmann, ma anche quelli per così dire anti-salviniani: “E’ compito dell’intellettuale censurare con forza quel che sta accadendo nel nostro Paese”. Teresa De Caprio, dirigente scolastico del Liceo Classico, padrona di casa in campo neutro, causa lavori in corso, ha sottolineato con soddisfazione: “Siamo riusciti a scovare il busto originale del Vico e l’abbiamo rimesso al suo degno posto. Poca gente oggi al convegno? Forse la cultura è ancora faccenda di pochi, ma non disperiamo”. Giovanni Fasolino, vice presidente Carisal, ha ricordato l’impegno della Fondazione per Nocera nel passato e nel futuro, annunciando il sogno da tradurre in realtà di un Atlante Archeologico dedicato alla Grande Nocera.







