Tramonti. Nella scuola viene ricordata la figura del sacerdote Don Enrico Smaldone

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Una conferenza spettacolo per raccontare la figura di don Enrico Smaldone, il prete di Angri che nel secondo dopoguerra ha tolto dalla strada tanti bambini e tanti ragazzi abbandonati, poveri, orfani accogliendoli in una struttura chiamata “Città dei Ragazzi”.

Protagonisti della conferenza, tenutasi presso la sede della Comunità Montana di Tramonti mercoledì 30 maggio, gli allievi della 2^B della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Tramonti, che, guidati dal professor Luigi Novi, hanno deciso di convocare gli amici delle altre classi, i genitori, gli insegnanti con l’obiettivo di far conoscere loro l’interessante storia del prete della Città dei ragazzi.

Al tavolo non solo gli allievi, ma anche il Dirigente Scolastico, la professoressa Luisa Patrizia Milo, la scrittrice Maria Rossi, la giornalista Maria Rosaria Sannino alle quali i ragazzi hanno rivolto tante domande. “Questo è un libro che letto insieme e in sinergia – ha dichiarato la Dirigente Milo – potrebbe offrire lo spunto per un colloquio continuo tra scuola e famiglia perché ai ragazzi sia dato esempio di coerenza, di non contraddizione, un po’ come è stato lo stile di Don Enrico Smaldone”.

Da gennaio scorso, infatti, gli studenti hanno partecipato ad un progetto di promozione della lettura leggendo il romanzo “Lumascuro, il prete della Città dei ragazzi” della scrittrice di Angri Maria Rossi.

Nel 1949 don Enrico Smaldone fondò ad Angri la “Città dei ragazzi”, una struttura che, in quegli anni, ha ospitato molti giovani in difficoltà sia economica che sociale.

Il romanzo traccia la personalità del sacerdote, evidenziandone il mondo interiore, cercando di separare l’uomo dal prete, mentre si affrontano, con sobrietà e senza esasperazioni demagogiche, temi scottanti riguardanti la chiesa, divenuti oltremodo attuali negli ultimi anni.

Maria Rossi traccia l’infanzia del “capobanda Erricuccio” nei vicoli delle vie di Mezzo e degli Ardinghi, storici quartieri di Angri, dove la vicenda si svolge, descrive la sua scelta vocazionale da un punto di vista laico ed umano; evidenzia l’approccio caritatevole con i bambini abbandonati all’indomani della fine del secondo conflitto; sottolinea la “febbre” che assalì il giovane prete quando, dopo la visione del film “Tutti gli uomini della città dei ragazzi” con Spencer Tracy, si rese conto che anche nel suo piccolo e umile paese poteva nascere qualcosa di simile.

Leggere Lumascuro ha significato per i ragazzi dell’IC Pascoli fare un viaggio nella Angri del secondo dopoguerra, un paese, come tanti, in ginocchio e in cui molte famiglie non avevano niente e dove i bambini crescevano per strada senza la possibilità di un futuro.

Soddisfatta la scrittrice: “Sembrava di essere sul tavolo del consiglio dei ministri.

Questi ragazzi mi hanno stupito perché hanno condotto una vera e propria conferenza stampa da veri esperti.

Questo è un romanzo a misura di adolescente perché racconta la storia di tanti ragazzi come loro che hanno avuto la sfortuna di vivere un periodo storico critico ma la fortuna di avere dalla loro parte don Enrico Smaldone”.

La giornalista Sannino: “Don Enrico è una figura davvero mitologica, straordinaria. Bella la storia e merita di essere raccontata ai giovani”.