Pagani/Sant’Egidio, estorsioni, spaccio e possesso di armi: tutti assolti

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Oltre 10 anni di processo, con l’accusa di associazione di stampo mafioso per essersi contrapposti ad altre organizzazioni criminali: finiscono tutti assolti. E’ questa la sentenza di assoluzione pronunciata dal collegio del tribunale di Nocera Inferiore. Un’assoluzione perché il fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto per Salvatore Avitabile, Catello Pepe, Gerardo Pepe detto “Gerardone” e Mario Buonocore. Il contesto nel quale la Dda inquadrò i fatti risale alla fine degli anni 90, dal 1998 al 2000, quando tre dei quattro imputati furono ritenuti componenti di un clan opposto a quello dei Contaldo-Annunziata a Pagani. Gli stessi avrebbero avuto stretti contatti con lo storico clan a Sant’Egidio del Monte Albino, del boss Luigi Iannaco. Una sorta di “alleanza”, le cui gesta finirono poi in diversi procedimenti. In quello oggetto di sentenza, Avitabile, Buonocore e Caputo avrebbero tentato di imporsi a Pagani per il controllo del territorio. Era il periodo storico nel quale maturò l’omicidio passionale di Antonio Fulgido (due degli attuali imputati furono incriminati per aver fornito supporto logistico in altro processo) e il tentato omicidio di Nicola Fiore, appartenente al gruppo di Contaldo.

Le accuse furono generate dalle dichiarazioni di Nicola Caputo, anch’egli imputato prima di diventare collaboratore di giustizia, sulle quali tuttavia il tribunale non avrebbe trovato riscontri. Si attende il deposito della sentenza. Le altre accuse erano estorsione e spaccio di droga. Nel mirino del gruppo sarebbero finite due farmacie di Pagani, una in via D’Arezzo e l’altra in via Cesarano. Entrambe le vetrine delle attività furono crivellate di proiettili, mentre i titolari furono minacciati al telefono di morte, per più volte. Secondo il quadro accusatorio, era tutto finalizzato ad ottenere ingenti somme di denaro per aiutare carcerati ed affiliati. Una terza accusa riguardava invece la cessione di cinque chili di droga, mossa a Catello e Gerardo Pepe, oltre che a Salvatore Avitabile. Nello specifico, i tre avrebbero spacciato almeno cinque chili di stupefacente ottenuto da Luigi Iannaco. E’ finita invece in prescrizione l’accusa per Nicola Caputo, a processo, oltre che per alcuni dei fatti precedenti, anche per aver posseduto un fucile mitragliatore, ricevuto sempre dallo stesso Iannaco, ed una pistola calibro 380.