Il 26 agosto 1982 un gruppo di terroristi delle Brigate Rosse-partito della guerriglia assale una jeep ed un furgoncino militare a Salerno.
Una pattuglia della polizia interviene in aiuto e ne segue una sparatoria: i terroristi rubano le armi ai militari ed uccidono il poliziotto Antonio Bandiera e il caporale dell’Esercito Antonio Palombo. L’agente Mario De Marco, cilentano di Roccadaspide, morirà tre giorni dopo per le ferite riportate. L’azione fu pianificata da un reparto del cosiddetto Partito della Guerriglia (PPG), che si era formato dall’unione fra la colonna napoletana delle Brigate Rosse, guidata da Giovanni Senzani e il “fronte delle carceri” costituito da dissidenti brigatisti staccatisi nel 1981 dalle BR. Vi presero parte dieci terroristi, con l’intento di impossessarsi delle armi dei militari. Nel primo pomeriggio del 26 agosto, nei pressi di lungomare Marconi a Salerno, i terroristi attaccarono un convoglio dell’Esercito, costituito da un furgone e un’autovettura, in trasferimento dalla caserma “Cascino” alla vicina caserma “Angelucci”




