La Riflessione: i morti del 9 maggio

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1978, 9 maggio: la morte di un leader, la morte dello Stato. Il ritrovamento a Roma del cadavere di Aldo Moro fa precipitare l’Italia all’indietro, ferma la storia e l’evoluzione politica, un delitto firmato non soltanto dalle Br ma anche da forze oscure, internazionali o meno. Firmato anche dallo Stato, che non seppe e non volle liberare Moro, tenuto prigioniero, oltre che dalla Br, anche dal partito della fermezza, che comprendeva tutti tranne socialisti e radicali. Nello stesso giorno, a Cinici, in Sicilia, la morte ferma il coraggio di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia per aver avuto la forza incosciente di opporsi con parole e semplici trasmissioni radiofoniche a Badalamenti e ai suoi sodali del posto. 9 maggio, stavolta del 1997. All’Università La Sapienza fu colpita a morte Marta Russo, per gioco cinico o per esperimento andato male, una studente semplice e normale, uccisa da presunti intellettuali senza un briciolo di cuore.