Il Comune di Sarno è stato ammesso dalla Regione Campania al finanziamento per il riuso e il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata nell’ambito dell’accordo in materia di sicurezza, legalità e coesione sociale in Campania. A darne notizia il Sindaco Giuseppe Canfora e l’Assessore al Patrimonio e al Demanio, Emilia Esposito.
In particolare, il progetto finanziato – per un importo di un milione e mezzo di euro – si riferisce alla realizzazione su un’area confiscata al clan Galasso in via Ingegno di un laboratorio didattico ed un ecomuseo espositivo e divulgativo dei prodotti tipici dell’Agro sarnese-nocerino e delle eccellenze enogastronomiche del nostro territorio.
Nel gennaio scorso, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) ha trasmesso al Comune di Sarno il decreto di destinazione dei beni immobili e dei terreni confiscati alla camorra in via Ingegno. I beni confiscati, sono stati ufficialmente trasferiti al patrimonio indisponibile dell’Ente di Palazzo San Francesco. I cespiti, vengono consegnati nello stato di diritto e di fatto in cui si trovano, per essere destinati a finalità istituzionali e sociali.
Nei mesi scorsi, la Giunta Canfora ha approvato lo studio di fattibilità elaborato dall’ufficio tecnico per il riutilizzo sociale degli immobili confiscati in via Ingegno. Il Comune si è candidato per essere ammesso ai finanziamenti per il recupero di un vecchio casolare previsti dal PON Legalità e POR Campania.
“Dopo due anni di incontri con la Prefettura e l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, possiamo finalmente dire di aver raggiunto un altro importante obiettivo – spiega l’Assessore al Demanio e al Patrimonio, Emilia Esposito – . E’ intenzione del Comune di Sarno utlizzare i beni confiscati realizzando un laboratorio didattico ed un ecomuseo espositivo e divulgativo dei prodotti tipici dell’Agro sarnese e delle eccellenze enogastronomiche del nostro territorio, anche attraverso la convenzione con gli istituti scolastici della zona”.
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