Nocera Inferiore: L’Amore per le cose assenti, successo al Diana

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La coppia è una comunità i cui membri hanno perso la loro autonomia senza liberarsi della solitudine. La coppia è per definizione un insieme di tre persone di cui una è momentaneamente assente. Tra Simone de Beauvoir e David Riondino – absit iniuria verbis – cerchiamo di capirci qualcosa in più, attraverso la lettura e l’ascolto de “L’Amore per le cose assenti”, terzo appuntamento Artenauta-Simona Tortora (binomio inscindibile) per “L’Essere & L’Umano”. Si direbbe impietosa autopsia di sentimenti (sentimenti, sotto i ponti
sognavamo mari e monti mentre adesso mari e monti sono fra di noi, cit. Aleandro Baldi). E non occorrono i Ris di Parma e nemmeno gli espertissimi di Criminal Minds per capire che il lavoro di Luciano Melchionna è un’autopsia ironica oltre che impietosa, fatta di voluti luoghi comuni ma anche di accelerazioni drammatiche. Ironia che spinge, più volte, gli spettatori a ridere apertamente. Dialogo serrato, veloce, senza respiro. L’amore ai tempi dello sgretolamento, una rassicurazione forzata per una società che intende il rapporto come destinato a svanire. Festa di compleanno: il regalo del (secondo) marito/compagno è il distacco. Giandomenico Cupaiolo e Valeria Panepinto interpretano, assai bene, due simboli contemporanei (bene anche Her, il prologo-epilogo incarnato). La donna rimane sorpresa, dolorosa, si inasprisce, ma non per l’essere lasciata. Entra in gioco la classifica dell’abbandono: la vittoria è di chi fa la prima mossa verso il baratro. La sindrome del circolo vizioso caratterizza l’intero racconto, che si apre con un’unione in via di disfacimento e si chiude con un’unione che mai sarà tale (non si sa come sarà e se sarà, magari sarà semplicemente un rapporto diverso, nudo e crudo, dopo aver svelato giochi d’anima e di cuore che giacevano sepolti sotto la polvere del luogo comune-ipocrisia-finta felicità).La distanza è solo un problema geometrico. Ma l’assenza non la risolvi con nessuna equazione.