“In questi giorni-ha scritto il deputato Federico Conte- si parla di populismo spesso utilizzando categorie generali e astratte. Proviamo a fare un esempio concreto. In campagna elettorale il M5S ha promesso agli italiani un “reddito di cittadinanza”, oggi, dopo la vittoria, per rendersi credibile in Europa, vuole contenere all’1,5 % il rapporto deficit/pil, quotato nel 2017 al 2,3%, avendo trovato – questa l’epifania – nelle pieghe del bilancio dello stato i soldi per fare tutto. L’annuncio nasconde, è evidente, una scelta politica di austerità – addirittura peggiorativa delle politiche rigoriste dei precedenti governi – che, se realizzata, renderà gradito il movimento a Bruxelles ma sacrificherà alla nascita ogni tentativo di rilanciare lo sviluppo e l’occupazione, dei quali soprattutto il SUD ha vitale bisogno. Stessa sorte, va da se, toccherà alla prospettata distribuzione di un reddito pubblico senza lavoro. Una condanna definitiva all’arretratezza per i cittadini del mezzogiorno, che al movimento di Di Maio hanno affidato le loro speranze di riscatto, decidendone la vittoria. E allora, tornando alle categorie generali e astratte, forse bisogna recuperarne un’altra , quella del trasformismo.”

