Nocera Inferiore, stalker ucciso: ancora diversi “buchi” da chiarire

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Filomena era la sua ossessione. Le aveva lasciato anche una scritta sul muro del palazzo “Mena ti amo. F.S.”. Ma quella gelosia, mischiata a persecuzione, lo ha portato invece alla morte. La vittima, Fabrizio Senatore, era un 43enne camionista di Salerno. Viveva a Matierno, con la madre. Una figlia piccola, nata dopo una precedente relazione. Sul groppone diverse condanne, anche pesanti, per estorsione, usura e violenza privata. Precedenti che avevano spinto il gip di Nocera Inferiore, dopo le denunce della donna, a restringerlo agli arresti domiciliari per stalking. Poi la fuga verso Nocera Inferiore, dove ha trovato la morte, schiacciato dall’auto guidata da Domenico Senatore. Anche lui, padre impegnato in una separazione difficile, complicata, con la possibilità di vedere i figli – due – solo con gli assistenti sociali. Ora è in stato di fermo per omicidio volontario ma ha continuato a difendersi sostenendo che si è trattato di un incidente e che Fabrizio lo aveva aggredito e nella fuga, per errore, lo aveva travolto con la sua auto schiacciandolo contro il muro.

Il suo avvocato di fiducia, Armando Lanzione, nega il movente della pista passionale. Domenico e Mena si conoscevano. Erano amici. Quella sera lui l’aveva riaccompagnata a casa dopo un caffè. Secondo gli inquirenti, nel ritornare indietro per tornare a casa, avrebbe visto un uomo a terra. Si sarebbe avvicinato e a quel punto, sarebbe stato aggredito. Forse dalla vittima e da un amico, che era venuto in sella alla sua motocicletta, a Nocera Inferiore. Il salernitano nella sua mania aveva seguito la donna della quale era follemente innamorato. Forse Domenico era stato individuato come un rivale in amore. L’impatto mortale è avvenuto intorno alle 2 di notte.

Domenico fa la guardia giurata, ma gli avevano tolto la pistola dopo le denunce di minacce da parte della coniuge dalla quale si stava separando. Il salernitano invece avrebbe dovuto essere agli arresti dimiciliari la notte della sua morte. Era stato denunciato per minacce e stalking proprio dalla sua ex fidanzata, che aveva deciso dopo molta fatica a troncare quella storia. Troppe le minacce, anche di morte, insieme ad un episodio dove fu addirittura percossa. Così come troppa era la gelosia di Fabrizio, angosciante al punto da soffocare la donna e privarla della libertà personale, oltre che quotidiana. Nemmeno la richiesta di giudizio immediato l’aveva fermato. Nei prossimi giorni Domenico sarà sentito dal gip: ancora troppi buchi nella dinamica dei fatti. Capire come sia morto Fabrizio è ancora oggetto d’indagine