Scafati in Movimento: dura presa di posizione sul dissesto

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Ecco il comunicato dei grillini di Scafati in materia di bilancio e dissesto:
Che dissesto sia! Se dobbiamo continuare a penare ed elemosinare i più elementari servizi, tanto vale dichiarare il dissesto dell’ente. Meglio morire subito, che spegnersi lentamente. La Triade Commissariale in questo anno ha provato in tutti i modi a raddrizzare il bilancio comunale, purtroppo non vediamo la luce in fondo al tunnel in cui ci hanno portato le amministrazioni precedenti. Dissesto si, ma vogliamo che sia chiara una cosa ai Commissari: non si tocchino le strutture sportive, in particolare ci riferiamo al Palamangano e lo Stadio Comunale. Va bene la dismissione degli immobili, ma diciamo giù le mani da quelle che sono le strutture dove è stata scritta la storia sportiva di Scafati. Già ci basta e avanza la perdita dello storico palazzetto dello sport di via Oberdan dove la pallamano scafatese conquistò lo scudetto. Di questo disastro  ringraziamo sentitamente l’amministrazione Aliberti!
Piuttosto  la Triade rivolga la propria attenzione sugli altri immobili comunali, dalla cui dismissione, oltre ad un introito immediato si tagliarebbero  anche le spese di gestione di queste strutture. Vendiamo tutto, se serve a risanare le casse, ma non  le infrastrutture che servono a tutta la comunità. Da parte nostra nostra, anche se può sembrare una goccia nel mare, ribadiamo ai Commissari la nostra proposta di taglio ad alcuni fitti.  
Più volte abbiamo protocollato, anche con tanto di raccolta firme, ma che né l’amministrazione Aliberti né il precedente Prefetto Basilicata hanno preso in considerazione, il taglio di alcuni fitti inutili, due esempi su tutti: Palazzo Sisto e Centro per l’impiego, eppure sono soldi che sarebbero disponibili da subito facendo risparmiare al comune non meno di €60.000 l’anno. Una proposta che potrebbe far calmierare gli aumenti  del costo dei servizi di pubblica utilità, mensa e strutture sportive prima di tutto. 
Inoltre chiediamo che la Triade Commissariale si impegni ad accelerare le procedure che mettano in  condizione  la Corte dei Conti di individuare al più presto i  responsabili del disastro finanziario che incombe su Palazzo Meyer. Una Corte dei Conti che tarda anche ad esprimersi  sul piano di riequilibrio pluriennale presentato l’estate scorsa dai Commissari. 
Ma che cosa cambierebbe per il cittadino se il comune andasse in dissesto? 
L’art. 244 del testo Unico 267 del 2000 stabilisce che si ha dissesto finanziario quando il Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi indispensabili oppure quando nei confronti dell’ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del ripristino del riequilibrio di bilancio, né con lo strumento del debito fuori bilancio. 
Tutti gli oneri pregressi sarebbero  estrapolati dal bilancio comunale e passati alla gestione straordinaria. Un apposito organo, nominato dal Presidente della Repubblica, si incaricherebbe  delle insolvenze, attraverso la redazione di un piano di estinzione con il quale viene azzerata la situazione che ha creato il deficit, mentre l’ente locale  inizia una nuova vita finanziaria.
Il risanamento dell’ente dissestato ha una durata di cinque anni decorrenti da quello per il quale viene redatta l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Non ci sembra che ci siano alternative, Scafati ha bisogno di ripartire, le elezioni si avvicinano e il quadro economico e gli scenari futuri hanno bisogno di chiarezza, noi abbiamo le idee chiare.”