Sequestrarono e violentarono una ragazza di 15 anni, dentro un garage, a turno. Dopo un anno, il gup estingue il reato per i componenti di quel branco di giovanissimi: «Hanno compreso la gravità di quanto fecero all’epoca». Così è stato deciso due giorni fa dal giudice Giovan Francesco Fiore, che ha accolto la tesi della Procura dei minori, rappresentata dal pm Antonella Ciccarella. L’antefatto riporta la data del 26 giugno 2016, quando a San Valentino Torio, cinque ragazzi spinsero nell’oscurità una ragazza di 15 anni di Sarno, per poi violentarla a turno. La minore conosceva uno dei cinque e fu attirata, con l’inganno, nel buio di quel complesso di garage appartenenti ad un supermercato. Quella sera, la ragazza era diretta alla villa comunale, dove spesso trascorreva le serate. Dopo la violenza, con lei rimase solo uno dei cinque, che attese all’esterno che un parente la venisse a riprendere, per portarla a casa. Il giorno dopo il branco fu individuato e arrestato dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore. Uno finì ai domiciliari, aveva 17 anni ed era il più grande di tutti. Gli altri sparsi tra le carceri di Nisida e Airola.
Dopo qualche mese, il gruppo iniziò un percorso di recupero in comunità. La cosiddetta “messa alla prova”, che portò alla sospensione del processo per tutti. E il risultato di quel percorso in comunità è stato superato positivamente, come sostengono procura e gip, leggendo le relazioni degli assistenti sociali. Un anno trascorso accanto a gente bisognosa, supportati da un adeguato sostegno psicologico. Una riabilitazione riuscita, che ha portato all’estinzione del reato, accertato durante le indagini anche attraverso un doloroso incidente probatorio. Ma se c’è chi esulta per il risultato, c’è chi invece vive la sua vita, tra tante difficoltà. E’ il caso della ragazzina, la vittima di questa storia, oggi 16enne. La famiglia è assistita dall’avvocato Alessandro Laudisio, impegnato in sede civile per chiedere il giusto risarcimento. A distanza di due anni, la piccola porta con sé i segni di quella violenza brutale, alla quale si arrese, dopo aver tentato coraggiosamente di resistere.

