Nocera Inferiore: l’Arminuta va oltre il Campiello

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Ha vinto il Campiello, ritagliandosi uno spazio di mercato, marcando un preciso territorio: quello del racconto di un’Italia antica, quasi sparita, che tratteneva tragedie private come un segreto da custodire, un mondo da non svelare. Donatella Di Pietrantonio ha risposto alle domande degli alunni del Liceo Classico “Vico”, lettori del suo “L’Arminuta” (in dialetto modo per dire “ritornata”). Tante altre domande verrebbero da proporre a chi ha trattato temi forti partendo dall’Abruzzo di tanti lustri fa, contadino e anaffettivo per forza di cose. “Ignorare che luogo sia una madre”: è la frase che rimane impressa e che ci fa guardare alla scrittrice (ma anche dentista) alle prese in gioventù con la voglia di affrancarsi dalle radici ma senza rinnegarle, anzi per riprenderle ad un certo punto della vita, quando la scrittura passa da una vocazione segreta e timida ad attività da sottoporre al giudizio altrui. E’ come comunanza di una fanciullesca estate che, parole di Elsa Morante, continua a girare e a battere senza tregua, come un insetto intorno ad una lampada accecante. Perché è difficile il passaggio ad un’età adulta, se non si conosce la propria provenienza, le proprie origini. La nostra mente sempre lì ci riporterà. Altra frase rimasta impressa, fuori dal libro ma in un certo senso affiorante nel libro: “Mio padre, che ha fatto tanti sacrifici per farmi studiare, non ha capito e mai capirà quello che ho scritto, non avendo gli strumenti per farlo, come quella generazione totalmente contadina che prevedeva per l’uomo solo il lavoro e per la donna fatica maggiore, cioè lavoro nei campi di mattina e lavoro domestico di sera”. L’Arminuta ha un fardello in più da portare: “venduta” dalla famiglia biologica appena nata, cresciuta diversamente ma poi “lasciata” dalla famiglia adottiva e costretta a tornare nell’inferno della biologica, a non avere mai un’identità e quindi mai un nome. Lei, Adriana e Vincenzo: è il triangolo degli affetti violati, delle tragiche incursioni, della voglia di tornare bambini per crescere solo a tratti ed anche della resistenza (nel senso attuale di resilienza). Ci sarà un seguito? Ognuno può scriverlo nella propria mente e nel proprio cuore, senza attendersi, meglio anticiparlo, un sequel in libreria.