Un chitarrista e cantautore raffinato, icona della canzone-poesia. Toquinho sarà il prossimo ospite della rassegna DLiveMedia. Il musicista brasiliano doveva incontrare ieri gli studenti e il pubblico per raccontar loro i suoi 50 anni di carriera, ma l’incontro è stato spostato a data da destinarsi.
La storia del cantautore si è incrociata spesso con quella dell’Italia, diventata di fatto la sua seconda patria. Qui si venne a rifugiare fin dagli anni Settanta ai tempi della sua fuga dalla dittatura militare in Brasile insieme al suo maestro Chico Buarque de Hollanda. L’incontro che segnò la sua carriera avvenne nel 1969 quando strinse amicizia con il poeta Vinicius de Moraes e si legò a lui in un sodalizio artistico di lunga durata all’interno dell’ambiente artistico e intellettuale che si era radunato a Rio de Janeiro. Da qui in avanti si registrano tutta una serie infinita di successi che segnarono l’inizio della Bossa Nova assieme ad altri artisti del calibro di Joao Gilberto, Tom Jobim, Ronaldo Bôscoli Roberto Menescal, Carlos Lyra, Baden Powell, Chico Buarque e tanti altri ancora.
A metà degli anni Settanta, Toquinho scrive “Lua Cheia”, la canzone che gli apre le porte dell’ambiente artistico e intellettuale del suo paese. Una volta in Italia collabora in particolare con Sergio Endrigo, Sergio Bardotti e Ornella Vanoni. Ha pubblicato decine di dischi, molti con Vinícius de Moraes e Ornella Vanoni, che egli considera come una delle migliori cantanti del mondo. La fama in Italia gli arriva nel 1969 con il disco “La vita, amico, è l’arte”. L’anno seguente lavora con Ennio Morricone alla realizzazione di un disco con Chico Buarque de Hollanda, “Per un pugno di samba”. Nel 1983 lavora con Maurizio Fabrizio e Guido Morra all’album “Acquarello”. Nel 1990 si esibisce al Festival di Sanremo cantando in portoghese la canzone di Paola Turci “Ringrazio Dio”. Toquinho si dedica costantemente alla valorizzazione della Bossa Nova, tenendo concerti in tutto il mondo.

