Camorra e politica: in 24 rischiano il processo. E’ la richiesta di rinvio a giudizio a firma della Procura Antimafia per l’inchiesta “Un’altra storia bis”, che coinvolge un ex consigliere comunale, un prete, un ex assessore, un ex vicesindaco, un intero nucleo familiare ed un ex candidato sindaco. Questi ed altri figurano nell’indagine condotta dalla Distrettuale Antimafia, partita dalle attività criminali del 60enne pluripregiudicato ex cutoliano Antonio Pignataro, condannato in concorso per l’omicidio della figlia del magistrato Lamberti, Simonetta. Le accuse vanno dallo scambio elettorale politico-mafioso alla corruzione elettorale, fino all’estorsione aggravata dal metodo camorristico e alla violenza privata. Le indagini partirono nel 2015, quando i carabinieri del Ros e gli agenti della Mobile stringevano in una morsa le bande criminali a Nocera Inferiore. Le accuse variano a seconda delle posizioni. Quella maggiore, che mantiene in carcere dal mese di agosto Pignataro, il suo sodale e braccio destro Cibo Eboli e l’ex consigliere comunale Carlo Bianco è lo scambio elettorale politico-mafioso
L’accordo di voti in cambio di utilità si sarebbe concretizzato nell’approvazione di una delibera d’indirizzo a firma dell’ex giunta del sindaco Manlio Torquato, concentrata sull’edificazione di un terreno, sul quale sarebbe stata poi costruita una mensa Caritas. Sia Eboli che Bianco si sarebbero spesi a favore del progetto, la cui richiesta fu inoltrata da Alfonso Santoriello, parrocco della chiesa di San Giuseppe. Il sacerdote è indagato per false dichiarazioni al pubblico ministero titolare dell’indagine. Il progetto di quella casa famiglia non andò mai in porto, ed Eboli e Bianco non riuscirono ad essere eletti alle scorse elezioni. Un altro filone è la corruzione elettorale, costato il posto in assise all’ex consigliere Nicola Maisto. Per la Procura, il giovane esponente civico avrebbe ottenuto consensi in cambio di denaro. A riguardo, sono indagate diverse persone che avrebbero fatto riferimento a Luigi Sarno, giovane ventenne nell’orbita di Pignataro, che si sarebbe speso per reclutare persone da corrompere il giorno delle elezioni comunali di giugno scorso. Pignataro, insieme ad altri, risponde anche di estorsione (avrebbe organizzato con altri una spedizione punitiva ad Angri per recuperare una somma di denaro) e di violenza privata (costrinse un giovane a chiedere scusa per un furto).

